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Il conglomerato statale cinese Cofco getta la spugna e annuncia, tramite la controllata China Foods, che venderà Great Wall Wines, la sua società produttrice di vino da tempo in pessime acque finanziarie per crescita asfittica e profitti all’osso

Italia
Il colosso cinese Cofco mette in vendita Great Wall Wine, troppo forte in Cina la concorrenza del locale liquore di riso

Sembra proprio che il recentissimo cambio al vertice del management e l’annuncio di un “reset” in termini di strategia aziendale di Great Wall Wines, la controllata enoica del conglomerato agroalimentare cinese Cofco, non sia bastato per affrontare un mercato interno del vino nel quale la crescita continua ad essere modesta, per usare un eufemismo, e i margini di profitto lasciano ben poco di buono da sperare per il futuro, anche per via del perdurare della preferenza culturale, da parte dei consumatori cinesi, per il baijiu. Di conseguenza, meglio evitare di perdere ulteriori risorse per un rilancio che non ha troppe chance di concretizzarsi: tramite la controllata China Foods Limited, quotata sulla borsa di Hong Kong, Cofco ha quindi annunciato che Great Wall verrà venduta nella sua interezza, per una cifra che si aggira intorno ai 550 milioni di Euro.
Come riportato da “The Drinks Business” (www.thedrinksbusiness.com), l’annuncio arriva a valle di un periodo di lunga crisi per Great Wall Wines: la flessione di vendite più recente, relativa ai primi due trimestri del 2017, è risultata pari all’8%, e le entrate dell’azienda sono calate ad un tasso composto annuale dell’11% dal 2011 al 2016. Il motivo, secondo il comunicato dell’azienda stessa, risiede “in un aumento della competizione nell’industria vinicola nella Repubblica Popolare Cinese, e si ritiene che la crescita si manterrà modesta nei prossimi 3-5 anni, in maniera simile a quanto registrato nel periodo 2011-2016”. Inoltre, il cda di Great Wall ha sottolineato il fatto che lo stato attuale delle cose, per quanto riguarda il mercato del vino cinese, è aggravato dalla crescita a doppia cifra del baijiu. A finire sul mercato, quindi, saranno tutti gli asset dell’azienda, inclusi i suoi brand enoici, sia fermi che mossi, quelli del Brandy, cinque impianti produttivi e altrettante cantine, sia in Cina che oltreconfine, e il ramo d’azienda relativo all’importazione di vini.
La vendita, secondo gli analisti di mercato, dovrebbe aiutare China Foods ad allocare le proprie risorse in tutt’altro settore, che fra l’altro è il più redditizio per la società stessa, ovvero la produzione, la messa in commercio e la distribuzione di Coca-Cola, tramite Cofco Coca-Cola Beverages Limited. Quest’ultima società detiene infatti i diritti esclusivi per le attività commerciali relative al brand americano in 19 fra province e regioni della Cina, arrivando a coprire più della metà della popolazione cinese e oltre l’80% dell’area commerciale regionale.

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