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LA GRIFFE

Il Marroneto, Docg Brunello di Montalcino Madonna delle Grazie 2016

Vendemmia: 2016
Uvaggio: Sangiovese
Bottiglie prodotte: 8.400
Prezzo allo scaffale: € 250,00
Proprietà: Alessandro Mori
Enologo: Alessandro Mori, Paolo Vagaggini
Territorio: Montalcino

Il Brunello di Montalcino Madonna delle Grazie - fermentato in legno e invecchiato in botte grande per 41 mesi, diviene Brunello dopo 5 anni, considerando anche 10 mesi di affinamento in bottiglia - è senz'altro il vino bandiera de Il Marroneto. Un vero e proprio Cru affacciato sulla collina di Montosoli. La versione 2016 possiede naso con cenni di macchia mediterranea, spezie, frutti di bosco, tabacco e leggiadro apporto boisé. Armonico il sorso, caratterizzato da un elegante quanto fitto ricamo tannico che adesso ancora a stento trattiene un frutto tonico ed esuberante. Centrata l'acidità che rende ancora più lungo l'appagante finale dai rimandi agrumati. La storia de Il Marroneto comincia nel 1974, quando l'avvocato senese Giuseppe Mori acquistò il primo nucleo aziendale. Nel 1980, le prime bottiglie di Brunello. Mentre il padre ed il figlio Andrea continuarono la loro carriera di avvocato, Alessandro Mori decide di dedicarsi all'azienda, seguendo i consigli di Mario Cortevesio e di Giulio Gambelli. Negli anni '90, è lui a decidere l'ampliamento della cantina, realizzando un opificio lontano dalle logiche dettate dalla sola estetica e capace, invece, di legarsi a principi fondamentali, che la “buona pratica” di fare vino impone. Un ambiente ampio e austero custodisce botti grandi di rovere di Allier e di Slavonia, dove i Brunello de Il Marroneto stagionano pazientemente ed un piccolo cuore, nascosto nel profondo, in cui le bottiglie attendono il trascorrere del tempo. Il Marroneto conta su 6 ettari di vigneto sul versante nord di Montalcino per 30.000 bottiglie di produzione complessiva. Le vigne si trovano a ridosso della cinta muraria di Montalcino, sul versante nord della zona di produzione del Brunello, a 350 metri sul livello del mare: i primi 3000 metri di vigneto furono impiantati nel 1975, poi, nel 1979, altrettanti ed infine nel 1984 gli ultimi 9.000. La conduzione agronomica si basa su una filosofia tradizionale e minimalista che mutua pratiche e sistemi usati nel rispetto delle piante, trattando le viti il minimo indispensabile ed evitando produzioni intensive. Altrettanto minimale l’approccio in cantina, dove predominano macerazioni lunghe e pazienti affinamenti in legno grande. Oggi, l’azienda rappresenta un punto di riferimento, mettendosi in luce per una continuità straordinaria nell’eccellenza, con etichette ormai diventate dei classici. Una piccola realtà ormai consacrata tra le mete imperdibili degli amanti del Brunello “old style” e capace di raccogliere nel corso degli ultimi anni i maggiori riconoscimenti della critica internazionale e nazionale.

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