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VINO E MERCATI

Il Primitivo di Manduria vola alto, tra la lotta alla contraffazione e l’aumento di produzione

Il Consorzio del Primitivo di Manduria impegnato nella lotta alla contraffazione, a netto di un aumento di produzione e in ottica export
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Il Primitivo di Manduria vola alto, tra la lotta alla contraffazione ed export in crescita

Il Primitivo di Manduria, una delle più importanti denominazioni del vino di Puglia, spiega le vele e naviga veloce contro i venti avversi della contraffazione e accelerando sui numeri della produzione. Un Consorzio composto da 52 aziende che vinificano ed imbottigliano e da oltre 900 viticoltori, su una superficie di 3.140 ettari vitati incastonati tra 18 comuni tra Taranto e Brindisi.
Che investe sempre più nella lotta ai falsi e alla contraffazione nel mondo, che crescono, al crescere del successo dei mercati mondiali. L’attività di vigilanza e tutela del marchio Primitivo di Manduria Doc ha portato a bloccare i propri falsi Italia, Cile e Portogallo. E non si ferma qui, sono state infatti aperte trattative per estendere l’attività di contrasto anche ai falsi in Sud Africa, Germania e Francia.
“Proprio perché è così amato all’estero il Primitivo di Manduria è il prodotto sul quale maggiormente si possono concentrare - afferma Mauro di Maggio, presidente del Consorzio del Primitivo di Manduria - fenomeni di imitazione. Una situazione alla quale abbiamo risposto ampliando la vigilanza e tutela anche in vista della sua crescita di produzione. Stiamo prelevando i campioni dalla grande distribuzione per analizzarli in laboratorio e verificare se ci siano incongruenze con il nostro disciplinare. Tra i vari parametri, inoltre, teniamo sotto controllo anche il prezzo a scaffale, che è un indicatore assai diretto di eventuali anomalie e irregolarità su cui intervenire. L’anno scorso per queste attività abbiamo speso oltre 70.000 euro”.
La produzione del Primitivo di Manduria è in crescita, nel 2018 sono stati prodotti 15 milioni di litri per un totale di 20 milioni di bottiglie, e un giro d’affari di 120 milioni di euro. Cifre che assestano un +15% rispetto al 2017. Per il Primitivo di Manduria l’export rappresenta il 70% del mercato.
Per tutelare questo piccolo patrimonio, economico vinicolo ed umano il Consorzio ha quindi disposto un aumento per il triennio 2019-2021 del +30% per le azioni ispettive, controllando spacci, vendite al dettaglio e il mondo web. Le attività degli agenti vigilatori riguarderanno anche le visite extranazionali in Germania e nei Paesi scandinavi, costi a carico del Consorzio di Tutela spesi grazie ai contributi riscossi con la funzione Erga Omnes.
Tre anni in prima linea per combattere la contraffazione, fenomeno che colpisce tanti grandi nomi del panorama enologico italiano, specialmente nei casi in cui un territorio, un consorzio, sono associati ad un brand conosciuto in tutto il mondo. Il Consorzio del Primitivo di Manduria ha vinto 6 cause in Italia, 1 in Spagna, 1 in Cile, 1 in Cina, 1 in Portogallo ed eliminando dal mercato internazionale 4 marchi con dicitura Unione Europea.
Intanto, il Consorzio ha ottenuto dal Ministro delle Politiche Agricole e Forestali il riconoscimento “Erga Omnes” per il Primitivo di Manduria Doc e per il Primitivo di Manduria Dolce Naturale Docg; ovvero l’attribuzione in via esclusiva dell’incarico di coordinare le funzioni di tutela, promozione, valorizzazione, vigilanza, informazione del consumatore e cura generale degli interessi. Attraverso questo strumento, tre agenti vigilatori, in qualità di pubblici ufficiali e in collaborazione con l’Istituto Centrale Qualità Repressione e Frodi, potranno effettuare controlli anche sui vini già posti a scaffale, per tutelare il consumatore e i produttori da irregolarità o anomalie relative al prodotto che non rispetta i dettami del Disciplinare di produzione.

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