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IL PROFESSOR SCIENZA: “SU ETNA ENORME RICCHEZZA GENETICA, TROVATE 70 VARIETÀ DIVERSE”. IL VULCANO RISCOPERTO DA PRODUTTORI, STUDIOSI, APPASSIONATI COME UNO DEI PIÙ INTERESSANTI TERRITORI ITALIANI. E SULL’ETNA, DAL 20 AL 22 APRILE, SICILIA EN PRIMEUR

L’Etna in cima ai desideri di chi ama il vino: produttori, studiosi, media, appassionati. Un Rinascimento della viticoltura del Vulcano che vede protagonisti non solo i produttori locali ma le grandi cantine siciliane che lì hanno deciso pure di investire, da Tasca d’Almerita a Planeta a Duca di Salaparuta a Firriato; a famosi professionisti dell’isola che proprio nelle Contrade hanno deciso di iniziare a fare anche i produttori di vino, quali l’ingegnere Nino Bevilacqua, presidente dell’Autorità portuale di Palermo, che ha creato la sua Terrazze sull’Etna recuperando una ventina di ettari di piccoli appezzamenti; a produttori del resto d’Italia e del mondo che, dell’Etna, si sono innamorati, da Mark de Grazia a Frank Cornelissen, da Andrea Franchetti a Silvia Maestrelli.

Anche i media e gli eno-appassionati hanno riscoperto da qualche anno l’Etna. E così, a grande richiesta, sarà di scena sul “vulcano” Sicilia en Primeur 2012, degustazione in anteprima dei vini siciliani, di scena dal 20 al 22 aprile all’Etna Golf Resort, a Castiglione di Sicilia. L’evento è stato presentato oggi a Vinitaly dal presidente di Assovini, Antonio Rallo: “il focus quest’anno è sull’Etna, riscoperto negli ultimi anni come uno dei più importanti territoli vinicoli, anche se come sempre l’evento coinvolgerà tutte le altre zone vinicole dell’isola”.

Il professore Attilio Scienza, ordinario di viticoltura all’Università di Milano, ha che anticipato argomenti della sua comunicazione di “Sicilia en Primeur”: “abbiamo trovato sull’Etna un’enorme ricchezza genetica - ha raccontato Scienza - 70 varietà diverse, tutte franche di piede, alcune chiamate semplicemente con il nome del vigneto in cui sono state scoperte e ci siamo fatti raccontare la loro storia dai vecchi contadini. A fine anno presenteremo un libro che illustrerà le varietà e le testimonianze orali sulla loro origine - ha proseguito Scienza - non dimentichiamoci che queste zone, più in generale la Sicilia orientale, insieme alla Calabria e alla Campania, costituiscono il cosiddetto “triangolo di acclimatazione” della Magna Grecia dove i greci portavano i vitigni e selezionavano nuove varietà mescolandole tra loro”.

Per il presidente della Provincia di Catania, Giuseppe Castiglione, big sponsor di Sicilia en primeur 2012, l’Etna non racchiude solo un grande patrimonio vitivinicolo ma anche un grande territorio dalle caratteristiche uniche, “per questo l’abbiamo difeso a livello europeo - ha ricordato - perché qui non si può estirpare la vigna e si deve, invece, pure investire in una decisa politica di sviluppo rurale. Con il concorso di tanti è rinata la viticultura etnea - ha proseguito il presidente Castiglione - noi quest’anno stiamo procedendo alla riclassificazione e alla messa in rete delle strutture ricettive intorno all’Etna. Perché sull’Etna vogliamo portare pure i croceristi che arrivano al porto di Catania”.

Sicilia en primeur 2012 è realizzata in collaborazione con Banca Nuova, che torna ad essere tra i principali sponsor, con la Camera di Commercio di Catania e tra gli altri, Veronafiere , Regione Siciliana e Irvos. “L’Etna si può dire che sia oggi il paradigma del vino siciliano, il modello da perseguire - ha chiosato Dario Cartabellotta, presidente Irvos - con la sua forte identità, i suoi controlli, la sua verità”.

Alma Torretta

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