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IL PROSECCO ALLA CONQUISTA DELLA CINA. FUTURO ROSEO, MA LE BOLLICINE MADE IN ITALY HANNO ANCORA UNO SCOGLIO DAVANTI: “POCA INFORMAZIONE DEI CONSUMATORI CINESI”, L’APPELLO ALLE ISTITUZIONI DEL PRODUTTORE MIRCO BATTISTELLA. PAROLA D’ORDINE? FORMAZIONE

Il Prosecco alla conquista del paese del Dragone: rosee previsioni per il futuro. Però, nonostante il consumo di spumante made in Italy nel 2011 sia +235%, “c’è ancora un limite da superare quello della poca informazione dei consumatori cinesi che sanno ben poco dei vini europei, fatta eccezione per quelli francesi”. Così, Mirco Battistella, a capo della sua azienda veneta, al China Daily, uno dei principali giornali cinesi, che ha pubblicato uno speciale sul Prosecco Dop, il perlage veneto che la Cina ha da poco iniziato ad apprezzare, che nell’occasione lancia l’appello per la sensibilizzazione delle istituzioni al tema della formazione del consumatore, mission dell’azienda al Vinexpo, il salone internazionale del vino e dei distillati, di scena a Hong Kong dal 29 al 31 maggio (on line alla pagina http://www.chinadaily.com.cn/xinhua/2012-05-02/content_5808268.html).
Nel 2011, dunque, il balzo della domanda di spumante italiano in Cina non è stato da poco, secondo Coldiretti sono state spedite ben 7,6 milioni di bottiglie, soprattutto di Prosecco, e il futuro sembra promettere bene come sostiene Mirco Battistella: “il Prosecco sta vivendo un momento felice. Anche in Cina le richieste iniziano a essere consistenti e riteniamo, nel 2013, di raddoppiare le esportazioni verso Pechino e Shanghai. Secondo il centro ricerche inglese International Wine & Spirit Research, la Cina sta per diventare il primo mercato per consumo complessivo di vino: nel 2016 verranno consumati nel Paese del dragone oltre 3 miliardi di bottiglie. Questi sono dati che devono far riflettere. Nonostante le rosee previsioni - afferma nell’articolo pubblicato da China Daily il responsabile dell’azienda Battistella, produttrice di Prosecco Dop d’alta gamma, intervistato in qualità di portavoce del mondo dei produttori di vino italiano a denominazione protetta - un grande limite, per noi aziende produttrici di bollicine Dop, è rappresentato dalla scarsa conoscenza, da parte dei consumatori cinesi, sui vini importati europei, fatta eccezione per quelli francesi. Il celebre scrittore cinese Xu Xing, incontrato in questi giorni, non conosceva il vino spumante. Nostro compito è formare il consumatore sul vino italiano, soprattutto sul vino bianco italiano, del quale, spesso, il consumatore cinese non conosce nemmeno l’esistenza. A Vinexpo, questo sarà l’obbiettivo della Casa Battistella: la formazione. Il Governo, enti e istituti italiani devono essere al nostro fianco in questa importante missione formativa: lancio un appello al Ministro Mario Catania delle politiche agricole, al presidente del Veneto Luca Zaia, al direttore dell’Istituto Italiano per il Commercio Estero e a tutti i policy maker che dovrebbero avere a cuore la valorizzazione e la tutela dei prodotti tipici enogastronomici, vanto dell’italianità e ambasciatori del nostro Paese nel mondo - conclude Mirco Battistella - affinché creino sinergie e ci aiutino a perseguire questo obbiettivo”.

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