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MERCATI ESTERI 

Il vino italiano accelera in Giappone (+18,4%), ma serve una strategia di promozione unitaria

Necessaria un’alleanza tra i player istituzionali. Il road show Veronafiere fa tappa a Tokio, in vista di Vinitaly (Verona, 2-5 aprile)
GIAPPONE, Tokio, VERONAFIERE, VINITALY, Mondo
L’Italia al secondo posto tra i Paesi fornitori del Giappone

Nel 2022 il vino italiano in Giappone ha registrato una crescita in volume del +18,4%, esattamente il doppio rispetto al totale delle importazioni di vino dal Sol Levante (+9,2%). Un’ottima performance che spinge ad accelerare sulla promozione per renderla più efficiente, evitando frammentazione e dispersione di risorse. È l’unità di intenti, manifestata a Tokyo, nel  road show globale, realizzato da Veronafiere-Vinitaly (che si chiuderà il 23 febbraio, in Corea del Sud), in collaborazione con Ice Agenzia e con la partecipazione dei principali player istituzionali del nostro Paese nel Sol Levante: l’Ambasciata d’Italia a Tokyo, la Camera di Commercio italiana in Giappone e il supporto della Fondazione Italia-Giappone, il presidio culturale e relazionale fondato nel 1999 dal nostro Ministero degli Esteri. Secondo l’Osservatorio Unione Italiana Vini (Uiv) & Vinitaly, la performance italiana nel sesto mercato importatore al mondo (nel 2021 Tokyo ha scavalcato Pechino nel ranking mondiale), è particolarmente positiva sia nelle importazioni di vini fermi imbottigliati - in particolare rossi - che hanno chiuso a 165 milioni di euro (+25%) che per gli spumanti, a +26% (44 milioni di euro il controvalore). Il totale import di vino italiano in Giappone chiude il 2022 con un valore complessivo di 278 milioni di euro, al secondo posto tra i Paesi fornitori, dietro ad una Francia che, da sola, supera la soglia di 1 miliardo di euro di ordini dal Sol levante.
“Stiamo gettando le basi per un progetto di promozione del vino italiano in Giappone a medio e lungo termine, con Vinitaly che conferma il ruolo di brand collettivo su scala globale - ha dichiarato il presidente Veronafiere, Federico Bricolo - questa campagna straordinaria, fortemente voluta dalla nuova governance della Spa fieristica, punta non solo al potenziamento dell’incoming già da Vinitaly 2023, dal 2 al 5 aprile, ma a realizzare un efficace programma di promozione unitaria a favore del vino italiano”. Gianluigi Benedetti, ambasciatore d’Italia in Giappone, nel sottolineare il ruolo centrale di Vinitaly nella valorizzazione e promozione del vino italiano, ha ribadito che: “in questo momento è fondamentale creare sinergie in uno spirito di sistema Paese. La presenza in questa tappa di Vinitaly dell’Ambasciata, di Ice Agenzia, della Camera di Commercio, insieme al sistema fieristico italiano, rappresentato da Veronafiere, è un segno evidente della determinazione di fare bene e di lavorare insieme a sostegno del tessuto produttivo italiano”.
Presidio costante e alleanze di sistema sono le parole d’ordine anche per Ice Agenzia, partner di Vinitaly nell’organizzazione del roadshow straordinario messo in campo negli ultimi due mesi da Veronafiere in nove Paesi di tre Continenti, America, Europa e Asia: “siamo da sempre al fianco di Veronafiere e, in particolare, di Vinitaly; gli operatori giapponesi amano - afferma Erica Di Giovancarlo, direttrice Agenzia Ice a Tokyo - il vino italiano, amano l’Italia e amano Verona. Credo che tutte le iniziative Ice, realizzate nel settore dei vini, possano essere fatte in collaborazione con Vinitaly. Questo aiuterebbe ad aumentare la potenza dell’Italia perché solo ragionando come sistema si riesce a battere la concorrenza”.
“L’Italia è il secondo esportatore al mondo di vini, ma questo primato non è confermato in Asia, dove altri Paesi riescono a vendere quantità maggiori, nonostante una varietà e un rapporto qualità-prezzo generalmente inferiori a quello dei vini italiani - ha commentato il presidente della Camera di Commercio Italiana in Giappone, Rosario Pedicini - ed i produttori italiani sono spesso troppo piccoli per approcciare da soli mercati complessi come quelli asiatici e il sistema Italia, di cui la Camera di Commercio italiana in Giappone è parte attiva, è al fianco dei produttori per migliorare il posizionamento in Giappone”.

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