02-Planeta_manchette_175x100
Allegrini 2018

In Langhe e Monferrato nasce un Laboratorio permanente su vitigni autoctoni e territorio: è il Progetto Indigena by Ian d’Agata, Collisioni, Consorzio Barbera-Monferrato. Focus: l’Asta del Barolo (6 maggio)

Italia
In Langhe e Monferrato, nasce un Laboratorio permanente su vitigni autoctoni e territorio: è il Progetto Indigena by Ian d’Agata di Vinous di Antonio Galloni, Collisioni di Filippo Taricco, Consorzio Barbera e Monferrato

Non solo punto di riferimento del vino mondiale e degli appassionati, e già patrimonio Unesco: le Langhe ed il Monferrato voglio diventare anche laboratorio di pensiero sul tema dei vitigni autoctoni e del legame con li territorio, concetti che si traducono, in pratica, in tanti vini piemontesi, ed in particolare nel re dei vini, il Barolo, e nella regina dei vini piemontesi, la Barbera d’Asti. Una “nobiltà vinicola” che ha scelto due castelli, quello di Barolo, “casa” del più importante rosso piemontese, e quello di Costigliole d’Asti, che domina il “regno” della barbera, che diventano teatro del Progetto Indigena (www.collisioni.it/it/indigena), “esperimento culturale” fortemente voluto dal Consorzio del Barbera d’Asti e Vini del Monferrato e da Ian d’Agata, alla guida del Progetto Vino di Collisioni e firma di Vinous di Antonio Galloni.
L’idea è quella di trasformare i due castelli in aule per lo studio e la promozione delle eccellenze vinicole e gastronomiche del made in Italy per professionisti emergenti di tutto il mondo: giovani esperti che da Cina, Usa, Svezia, Canada, Australia desiderano venire in Italia, per approfondire la loro conoscenza dei vitigni autoctoni piemontesi e dei prodotti food della tradizione, allo scopo di formarsi e costruire una solida carriera nel loro ambito lavorativo.

“Trenta i giovani professionisti che, dai cinque Continenti, hanno risposto positivamente alla prima tappa del nuovo progetto di Ian D’Agata - spiega una nota - accettando di sostenere, a proprie spese, voli anche molto onerosi per venire a formarsi sui grandi vitigni autoctoni e i prodotti food locali, per incontrare i produttori e vedere coi propri occhi le vigne e le cantine dove si producono i grandi vini piemontesi. Si tratta di professionisti del settore, sommelier emergenti di ristoranti importanti nel mondo, giornalisti e blogger in cerca di nuove prospettive e giovani importatori che lavorano nei loro paesi alla promozione e alla vendita dei prodotti vinicoli e food del Made in Italy. Giovani esperti che hanno bisogno di ricevere gli strumenti necessari allo storytelling dei grandi prodotti agricoli italiani, per poter affascinare i loro clienti a decine di migliaia di chilometri di distanza e proporne così la conoscenza e l’acquisto nei loro Paesi”.
Non solo un evento, ma un vero e proprio corso intensivo di una settimana, a cui seguirà un esame severo, ideato sempre dal Ian D’Agata, che afferma: “a maggio, Barolo, Costigliole D’Asti e il Piemonte diventeranno centro di discussione e confronto internazionale sull’autoctonicità, il collegamento e la connessione di uno specifico prodotto e vitigno con il suo territorio d’origine e tradizione e l’importanza del suo studio in relazione anche e soprattutto al contesto di produzione. L’obiettivo è quello di creare il primo evento internazionale dedicato ai vitigni autoctoni e un corso sulla filosofia, i principi e la pratica che sono alla base delle varietà viticole, dei prodotti e dell’enogastronomia del Piemonte”.
“Con questo ambizioso progetto guardiamo al futuro e puntiamo a formare i futuri influencer internazionali del vino, gli ambasciatori delle nostre produzioni - commenta Filippo Mobrici, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato e di “Piemonte Land Of Perfection”, Consorzio che raggruppa e tutela le diverse denominazioni piemontesi - che, nel tempo, si faranno promotori all’estero delle nostre denominazioni. Ci rivolgiamo a sommelier emergenti, alle nuove generazioni di professionisti del wine market, delle public relations e importatori, perché saranno loro a far degustare e divulgare i grandi vini del Monferrato. Formeremo gli operatori esteri e nazionali per traghettare le nostre produzioni autoctone nel futuro dei mercati internazionali”.
Il “Progetto Indigena” n. 1 partirà il 3 e 4 maggio 2018 e vedrà accorrere in Piemonte non solo gli studenti del corso, ma anche esperti wine & food, impegnati in convegni, conferenze e degustazioni didattiche dedicate alle diverse varietà autoctone di uva piemontese, e dei vini che ne derivano. Con i produttori piemontesi arriveranno, ospiti di un gemellaggio, anche produttori stranieri che si sono “innamorati” di vini prodotti da uve autoctone italiane, hanno cominciato a coltivare queste uve nei loro paesi, e hanno deciso di approfondire sempre di più la conoscenza del Piemonte e della sua ricchezza enogastronomica. Ospiti da Usa, Sudafrica, Canada, Australia, Cina e da tutta Europa si incontreranno in Piemonte per studiare e confrontarsi tra loro, con l’obiettivo di instaurare un rapporto di legame e di “appartenenza” con il Paese d’origine, il Piemonte, attraverso un momento di dialogo, confronto e didattica. Tra le guest star, grandi nomi di produttori alsaziani, come Mathieu Deiss del Domaine Marcel Deiss, protagonisti della tradizione di un altro grande autoctono europeo, il Riesling. Il week-end (5 e 6 maggio) sarà, invece, dedicato alla denominazione Barolo nello Spazio Agrilab - Wine Tasting Tour nel cortile del Castello di Barolo. Il corso si trasferirà poi al Castello di Costigliole d’Asti, dove, dal 9 all’11 maggio, professionisti e studenti avranno modo di scoprire la ricchezza dei vitigni e dei vini del Monferrato e alcune tra le più importanti eccellenze gastronomiche del Piemonte.

Focus - L’Asta del Barolo, 6 maggio, firmata dall’Accademia del Barolo
Ad Indigena, il Castello di Barolo ospiterà anche un altro evento, diventato ormai un must per gli appassionati del grande vino del Piemonte, l’Asta del Barolo, firmata dai produttori dell’Accademia del Barolo, sotto il martelletto, nel “Tempio dell’Enoturista”. In asta etichette (https://goo.gl/Tgua2D), firmate da cantine come Rivetto ed Elvio Cogno, Borgogno e Fontanafredda, Pio Cesare e Marchesi di Barolo, Elio Grasso e Parusso, Giulio Mascarello e Terra del Barolo, Aldo Conterno e Francesco Rinaldi, Prunotto e Contratto, Ratti e Rivetti, Damilano e Bartolo Mascarello, Massolino e Giacomo Conterno, Sandrone e Chiarlo, Poderi Luigi Einaudi e Vietti, Cappellano e Paolo Scavino, Oddero ed Elio Altare, Bruno Giacosa e Montezemolo, per citarne alcune, con oltre 150 bottiglie di Barolo, dal 1947 agli anni 2000, anche in magnum e doppio magnum. Con alcune annate storiche, come 1964, 1974, 1986 ed altre più recenti, che si potranno degustare anche con i piatti curati dallo chef stellato Massimo Camia del Ristorante Massimo Camia a La Morra (aperto in sinergia con la famiglia Damilano, ndr).
Come vuole la tradizione e l’insegnamento della Marchesa Giulia Falletti Colbert, madre del Barolo e grande filantropa, che dedicò la sua vita all’assistenza dei poveri e dei diseredati piemontesi finanziando il suo impegno con la vendita del vino dei re, l’Asta del Barolo avrà come finalità la charity. Grazie alla collaborazione con l’Associazione 1 Caffè di Luca Argentero e Beniamimo Savio, la vendita dei pregiati lotti si propone l’obiettivo di coprire i costi per la creazione e il mantenimento autonomo di un punto di stoccaggio e smaltimento per alimenti e vestiti, nonchè di preparazione di pasti caldi a Torino, in Piazza 18 Dicembre, gestito dal Progetto Leonardo Onlus.
All’asta saranno presenti non solo appassionati e investitori, ma anche professionisti da tutto il mondo, Australia, Usa, Cina, Canada, Sudafrica, che parteciperanno direttamente all’evento, mentre altri potenziali compratori potranno accedere all’Asta tramite dirette streaming organizzate in collaborazione con location in Europa e non solo, come il Ristorante Valentino di Singapore e il ristorante Octavium di Hong Kong (Private Kitchen dello chef Umberto Bombana).
Sarà possibile, inoltre, visitare le più importanti cantine del Barolo e degustare tra le etichette più prestigiose della denominazione, come i cru Cannubi, Sarmassa, Bussia e Monvigliero, alla scoperta delle colline, delle esposizioni, e dei comuni che hanno la fortuna di produrre il vino dei Re; il 5 maggio, prima dell’Asta del Barolo (6 maggio), di scena la Cena di Gala del Barolo, nel Castello di Grinzane, curata dallo chef stellato Marc Lanteri, che vedrà la degustazione abbinata di 15 etichette di Barolo dei produttori promotori, tra vecchie etichette e la presentazione della nuova annata 2014.

Copyright © 2000/2018


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2018

Altri articoli