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L’inferno californiano innervosisce gli investitori, e il titolo di Constellation Brands, che nel “piano nobile” dell’enologia Usa gestisce 18 cantine, ne risente, con i costi di “assicurazione” contro perdite che schizzano verso l’alto

Sebbene il titolo azionario di Constellation Brands, il colosso enoico statunitense che ha in portafoglio brand come Robert Mondavi e la toscana Ruffino, sia avviato lungo una parabola di costante crescita da anni ed anni (e abbia toccato il suo massimo storico il 6 ottobre scorso, a 210,11 Dollari per azione sulla borsa di New York), i terrificanti roghi che hanno devastato la California settentrionale nel corso della scorsa settimana hanno decisamente innervosito gli investitori nel titolo della multinazionale della famiglia Sands, col risultato che il costo necessario ad “assicurarsi” contro un possibile calo del 10% del titolo è esploso verso l’alto.
Come riportato da “Business Insider” (https://goo.gl/Q8D4qp), il costo degli strumenti finanziari necessari a proteggere un investimento nel titolo di Constellation contro un possibile calo del 10%, relativo a un incremento del 10% (in gergo tecnico un “hedge”), è più che raddoppiato dal lunedì immediatamente successivo all’inizio dei focolai Atlas e Tubbs, confermando i timori che la calvalcata delle azioni potrebbe presto arrestarsi e cambiare verso. Inoltre, va considerato il fatto che il titolo di Constellation è il terzo più popolare, all’interno del paniere azionario S&P 500, per quanto riguarda le scelte di investimento dei gestori di fondi hedge, che possiedono al momento il 27,7% del flottante della multinazionale. E dato che il sentiment degli investitori può spesso influenzare performance azionarie anche rilevanti, persino gli ottimi risultati economici resi pubblici da Constellation la scorsa settimana potrebbero presto non bastare a far nuovamente cambiare di verso l’opinione degli investitori. Sicuramente un colosso del settore del beverage come Constellation Brands ha, finanziariamente parlando, le spalle abbastanza larghe da poter sostenere un periodo difficile del suo comparto vitivinicolo, ma allo stato attuale delle cose non pare che gli investitori ne siano completamente certi.

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