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L’Italia ha, storicamente, nel rapporto qualità prezzo, uno dei suoi grandi punti di forza. Caratteristica che si conferma nella “Top 100 Values” della rivista Usa “Wine Spectator”, con 15 etichette del Belpaese

L’Italia ha, storicamente, nel rapporto qualità prezzo, uno dei suoi grandi punti di forza. Caratteristica che si conferma, ancora una volta, nella “Top 100 Values” della rivista Usa “Wine Spectator”, che suggerisce le 100 migliori etichette sotto ai 20 dollari allo scaffale con un punteggio minimo di 88/100 tra quelle degustate dai critici del magazine, divise per categorie.
E 15 sono le etichette del Belpaese nella graduatoria, di cui 3 tra i “Light Whites”
(I Greco Calabria Bianco Filù 2015, Prà Soave Classico Otto 2015 e Roberto Anselmi Veneto Bianco San Vincenzo 2016) e altrettante tra i “Rich Whites” (Collemassari Vermentino Montecucco Melacce 2016, Banfi Gavi Principessa Gavia 2015 e Barberani Orvieto Classico Superiore Castagnolo 2015). 5, invece, le etichette del Belpaese tra gli “Elegant Reds” (Rodáno Chianti Classico 2013, Avignonesi Rosso di Montepulciano 2015, Santa Cristina Toscana 2015, Brigaldara Valpolicella 2015 e Michele Chiarlo Barbera D’asti Superiore Le Orme 2015). 4, infine, gli “Sparkle” italiani (Braida di Giacomo Bologna Moscato d’Asti Vigna Senza Nome 2015, Lini Oreste & Figli Lambrusco Emilia in Correggio 910 Scuro Nv, Bellenda Brut Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore San Fermo 2016 e Medici Ermete Secco Reggiano Le Tenute Solo Nv).
Nessun italiano, invece, tra “Big Reds” ed i “Rosè” (http://top100.winespectator.com/values).

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