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LE VITI ADOTTIVE DANNO I PRIMI FRUTTI: CON “ADOTTA UNA GARGANEGA” I VIGNERON ADOTTIVI RICEVERANNO LA LORO PRIMA BOTTIGLIA DI SOAVE DOC 2011, NATA DAI FILARI ADOTTATI A DISTANZA. LA CONSEGNA DELLE BOTTIGLIE DI SCENA A VERONA IL 14 APRILE

“Chi semina raccoglie” e il proverbio vale anche per chi ha adottato a distanza le viti come i vignaioli adottivi del progetto “Adotta una Garganega”, promosso dalla Strada del Vino Soave, che riceveranno la loro prima bottiglia di Soave Doc 2011 al ristorante “Bacco d’Oro” di Mezzane di Sotto a Verona, il 14 aprile (info: www.stradadelvinosoave.com).
Per la prima volta, i vignaioli adottivi, che a oggi sono oltre 150, potranno toccare con mano e gustare con il palato, i risultati della propria vigna adottiva, e per ciascun vignaiolo a distanza, un’etichetta: tutti i vigneron a distanza hanno avuto la possibilità di personalizzare le etichette delle loro bottiglie di Soave Doc. C’è chi ha scelto di riportare un verso poetico, chi una celebre citazione legata al vino e chi una dedica alla persona amata.
Come si adotta una Garganega? La Strada del vino Soave dà la possibilità di adottare un minimo di 50 viti di Garganega al costo di 100 euro all’anno. In cambio, il vignaiolo adottivo ha diritto a ricevere 12 bottiglie di vino Soave Doc all’anno, bottiglie che, a richiesta, possono essere personalizzate nell’etichetta e ritirate direttamente dal produttore.
Il vignaiolo adottivo avrà così modo di conoscere meglio l’ambiente naturale in cui nasce il “proprio” vino e le persone che lo producono. Alla definizione del patto d’adozione, il vignaiolo adottivo riceverà un attestato con l’estratto del mappale delle viti di Garganega adottate e della vigna di cui fa parte. Su richiesta, potrà assistere a potatura e vendemmia. Dopo il secondo anno consecutivo d’adozione, il nome del vignaiolo adottivo sarà affisso sul palo di testa del filare adottato.

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