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OSSERVATORIO DEL VINO

L’Italia guarda con fiducia alla vendemmia, ma con un occhio all’Europa ed uno alla promozione

Dalla presentazione delle previsioni vendemmiali Uiv, gli interventi di Sanchez Recarte, Centinaio, Abbona e Borriello
GIAN MARCO CENTINAIO, IGNACIO SANCHEZ RECARTE, OSSERVATORIO DEL VINO, UIV, Italia
I relatori delle previsioni vendemmiali 2018 elaborate da Unione Italiana Vini e Ismea per l’Osservatorio del vino

La vendemmia 2018 si profila positiva non solo per l’Italia, ma per i suoi maggiori competitor europei e allora più che mai bisogna che l’Europa metta in campo una forte politica di sostegno al settore vitivinicolo e alla sua promozione sui mercati extra Ue per reggere la sfida di competitor emergenti come Cile, Australia, Argentina e Sudafrica. È questo il messaggio lanciato da Ignacio Sanchez Recarte, segretario generale del Comité Europeen des Entreprises Vins, dalla presentazione, al Ministero delle Politiche Agricole, delle previsioni vendemmiali 2018 elaborate da Unione Italiana Vini e Ismea per l’Osservatorio del Vino. “In generale abbiamo bisogno di un’Unione europea forte - osserva Sanchez Recarte - adesso si sta negoziando la nuova Politica Agricola Comune europea e abbiamo bisogno che per i prossimi dieci anni mantenga i fondi fondamentali per la promozione dei nostri vini sui mercati esteri. Stiamo soffrendo la concorrenza di competitor emergenti e abbiamo bisogno dell’aiuto per la promozione”. Secondo Sanchez Recarte, inoltre, la Pac “deve prevedere strumenti di ricerca e strategie per far fronte ai cambiamenti climatici”. Il clima meno instabile ha consentito alla vendemmia di quest’anno di avere buone rese un po’ in tutta Europa, sottolinea Sanchez Recarte. In particolare sorridono la Francia, per cui è stimato un aumento produttivo del +28% (e il boom di +56% nello Champagne) e la Spagna con un +20%. L’Italia resta comunque il primo produttore europeo e si riallinea alle medie produttive degli anni precedenti il disastroso 2017.
E se Bruxelles è chiamata dai produttori europei a sostenere meglio il settore, il presidente Uiv Ernesto Abbona chiede al governo maggior supporto al vigneto Italia.
Dopo aver ringraziato il ministro Centinaio per aver sbloccato i fondi Ocm vino e provveduto alle nomine del Comitato vini, il presidente Uiv auspica che in futuro “i fondi Ocm promozione siano resi disponibili nel momento in cui li hanno gli altri colleghi europei, tutti gli altri competitor europei hanno infatti un quadro normativo che consente loro di fare strategie e supportarle, mentre noi siamo sempre nell’incertezza. Serve anche il sostegno alla ricerca, per avere una meccanizzazione più duttile e competitiva”.
Il ministro Centinaio da parte sua rassicura sull’impegno assunto del Ministero a migliorare la “reputation”del vino italiano all’estero nella consapevolezza che “sui mercati esteri non siamo il primo Paese, molto spesso abbiamo davanti la Francia che ha un migliore sistema promozionale e quindi quando andiamo sui mercati emergenti come la Cina ci scontriamo con competitor come appunto la Francia già ben consolidati nel Paese”. Per Centinaio è fondamentale cercare di “far maggior sistema, migliorando anche il coordinamento tra Ministeri ed Enti interessati, ma serve anche cercare di capire e migliorare i punti interni di debolezza, difatti essere più efficienti in Italia significa essere più competitivi anche all’estero”. Secondo Centinaio, inoltre, l’abbinamento agricoltura-turismo è un progetto importante e vincente per l’affermazione sui mercati internazionali. “Lo sviluppo di turismo e agricoltura - dice il Ministro - possono andare di pari passo, in particolare nella promozione sui mercati esteri”. Sull’abbinamento agricoltura-turismo si esprime favorevolmente anche il presidente della Uiv, secondo cui “sempre più il turismo dà valore alle zone agrarie. Lo sviluppo - dice Abbona - del turismo enogastronomico favorisce la permanenza della gente nelle aree agresti che in questo modo rimangono vive non solo nel momento della produzione agronomica ma anche successivamente”.
Le stime vendemmiali in rialzo del 15% a 49 milioni di ettolitri ricevono un commento entusiasta da parte del presidente Ismea, Raffaele Borriello, che parla di “campagna vendemmiale di rilancio, della ripresa, che permette di recuperare sui mercati esteri quanto perso lo scorso anno”. “Non ci interessa essere i primi nelle previsioni vendemmiali - sottolinea Borriello - ci interessa invece l’affidabilità, affinata in 22 anni di stime ed elaborazioni, con l’intento di supportare al meglio l’attività e le strategie del settore, pur nella difficoltà dell’impatto di un clima sempre più imprevedibile. Il calo produttivo del 20% della campagna 2017 non causò solo perdita delle quote di mercato all’estero - sottolinea Borriello - ma anche la crescita dei prezzi dei vini (+31%)”. Sull’escalation prezzi dello scorso anno torna anche Abbona, lanciando un “warning”: “L’aumento dei prezzi a due cifre non sempre è facile da digerire per il consumatore - osserva il presidente Uiv - e l’interesse vero della nostra filiera è trovare stabilità dei prezzi”.

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