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VINO E LUSSO

LVMH, nel bilancio 2018 frena ancora la crescita del comparto wine & spirits: +1,2%

Mentre il gruppo mette a segno un +10%, Champagne e vini lasciano sul terreno l’1,5%, e si fermano a 2,37 miliardi di euro
BILANCIO, Bordeaux, CHAMPAGNE, LVMH, Mondo
Il bilancio LVMH

LVMH, il più grande gruppo del lusso al mondo, chiude il bilancio 2018 a quota 46,8 miliardi di euro, in crescita del 10% sul 2017. Merito, principalmente, di marchi della moda come Christian Dior e Bulgari, in continua espansione sui mercati asiatici, ma si comporta bene anche il comparto dei wine & spirits, che però cresce molto più lentamente, raggiungendo i 5,14 miliardi di euro di fatturato (+1,2%, dai 5,08 miliardi di euro del 2017), di cui 2,37 da Champagne e vini fermi (in calo del -1,5% dai 2,40 milairdi di euro del 2017) e 2,77 da Cognac e spirits. In termini di volumi, sulla scia del crollo produttivo dell’ultimo anno, specie e a Bordeaux, dove LVMH controlla due dei brand più prestigiosi, Château d’Yquem e Château Cheval Blanc, il calo è ancora più sensibile, con i vini fermi imbottigliati che passano da 43,8 a 38,5 milioni di bottiglie, mentre gli Champagne, tra cui le griffe Moët & Chandon, Dom Perignon e Krug, limitano i danni, scendendo da 65,6 a 64,9 milioni di bottiglie. Interessante, anche se il dato è aggregato, la distribuzione dei valori sul mercato: gli Usa valgolo il 32% dei fatturati dei wine & spirits del Gruppo LVMH, l’Europa il 19%, l’Asia continentale il 23%, il Giappone e la Francia il 6% ciascuno ed il resto del mondo il 14%.

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