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BOLLICINE A CONVEGNO

Mercato, sostenibilità, ricerca: il Prosecco Doc guarda al futuro tra innovazione e tradizione

Il successo di un territorio capace di di rispondere alle esigenze dei mercati senza tradire le proprie radici: una case history esemplare
INNOVAZIONE, PROSECCO, SOSTENIBILITA, TRADIZIONE, Italia
Il Prosecco tra innovazione e tradizione

Il fenomeno Prosecco è, prima di tutto, la storia di un successo commerciale e stilistico, che racconta la capacità, di un intero territorio e dei suoi produttori, di cambiare e crescere, rispondendo alle esigenze dei mercati, senza “tradire” mai le proprie radici. Una case history capace di rappresentare al meglio l’equilibrio tra innovazione e tradizione per cui passano il futuro del vino e delle sue denominazioni più importanti. Come? Prima di tutto, attraverso una costante attenzione alla sostenibilità e al rapporto con il proprio territorio, entrambi legati indissolubilmente e garanti di un prodotto democratico e di qualità. In questo senso, buona parte del merito va ai produttori, che a suo tempo hanno scelto di costruire una relazione tra territorio e mercato e di permettere a due realtà naturalmente dinamiche di interagire tra loro. Un’interazione preziosa, che deve saper mantenere vive le tradizioni che contraddistinguono ciascun prodotto, ciascun vitigno, affinché non si perda quel valore aggiunto che contraddistingue il vino italiano. <b<Resilienza è la parola giusta, che permette di soddisfare la domanda del consumatore e di essere all’altezza dei cambiamenti che vengono imposti dal contesto geo-culturale in cui ha radice. Ecco, in sintesi, il senso di “Innovazione e Denominazione”, il convegno di scena nei giorni scorsi a Treviso, organizzato dal Consorzio del Prosecco Doc, con le relazioni del professor Eugenio Pomarici del Dipartimento di Territorio e Sistemi Agro-Forestali dell’Università di Padova, del professor Carmine Garzia, docente delle Scuola Universitaria della Svizzera Italiana, e del professor Mario Pezzotti, del Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona.
Proprio il senso del divenire, di quella che è ormai la Denominazione leader dell’export enoico italiano, con una quota del 15% di tutte le spedizioni di vino tricolore, è il tema su cui si è incardinato l’intervento del presidente della Doc Prosecco, Stefano Zanette, che guardo al prossimo obiettivo, quello della sostenibilità. “Bisogna saper andare oltre perché spesso, come nel nostro caso, abbiamo esigenza di dare risposte sull’importantissimo tema della sostenibilità: esiste e persiste la necessità di poter disporre di una visione sempre nuova, poiché all’origine di ogni prodotto di successo c’è sempre una storia andata a lieto fine, un’innovazione ben riuscita. La tecnica e la scienza hanno portato un’evoluzione dei vini e dei gusti del consumatore, ed i disciplinari vanno in questa direzione - continua Zanette - ma è la costanza che deve continuare ad essere una priorità, per garantire solidità”. Innovazione legata di conseguenza ad una ricerca scientifica applicata con rispetto, attenta alla giusta evoluzione di un prodotto che valorizza il territorio e le sue tipicità”.
Per il professor Eugenio Pomarici, invece, pur ribadendo l’importanza delle innovazioni, è costante la necessità di adottare prudenza, una cautela positiva che tuteli la Doc, il suo legame con il territorio e l’autenticità particolarmente apprezzata dai consumatori. Innovazioni che vadano ad accrescere la coerenza stilistica, costruita attraverso la crescita della qualità, mantenendo il basso impatto ambientale e quindi il rispetto del contesto geografico. Nell’intervento del professor Carmine Garzia, autore dell’Osservatorio “Food Industry Monitor”, realizzato analizzando alcune grandi aziende produttrici, e in grado di fornire riflessioni per trasformare la crescita in “crescita profittevole”, le prospettive sono positive, con almeno un +5% nei prossimi due anni e un trend del +6-7% riguardante il reddito sulle vendite. Il settore delle bolle oggi è da considerarsi il più dinamico, solido a livello finanziario e acclamato dai consumatori tanto da essere ritenuto dalle banche un settore nel quale investire. Infine, il genoma editing, la più avveniristica delle innovazioni, su cui si è incentrato l’intervento del professor Mario Pezzotti, che ha ribadito come la strada intrapresa dal Consorzio del Prosecco Doc sia ormai tracciata, ribadendo quindi l’impegno “ a continuare con questa scelta coraggiosa, siamo stati i primi ad aver proposto la modifica al disciplinare perseguendo una linea non solo scientifica ma soprattutto di responsabilità sociale”.

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