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LA GRIFFE

Mosnel, Docg Franciacorta Pas Dosé Rosé Parosé 2016

Vendemmia: 2016
Uvaggio: Pinot Nero, Chardonnay
Bottiglie prodotte: 6.300
Prezzo allo scaffale: € 50,00
Proprietà: Giulio e Lucia Barzanò
Enologo: Flavio Polenghi
Territorio: Franciacorta

Mosnel (che da qualche anno ha omesso il prefisso “Il” nel suo nome, rimando dialettale traducibile in “sassaia” o “pietraia”) è una delle più interessanti realtà franciacortine, che, specie in epoca recente, ha davvero assunto un ruolo non secondario, dimostrandosi capace di essere saldamente fra le “Maison” di riferimento del territorio, per qualità e stile delle proprie etichette. Un territorio che ha ben sfruttato il successo degli spumanti italiani, capaci ormai di conquistare con sempre maggiore fortuna anche i più importanti mercati internazionali. Mosnel nasce a Camignone, intorno ad una residenza con cantine cinquecentesche, che ne testimonia la storia. L’impianto dei primi vigneti specializzati arriva nel 1968, con la costituzione della Doc Franciacorta, mentre, nel 1976, viene abbandonato il nome “Azienda Agricola Barzanò Barboglio” per l’attuale “Mosnel”. A tracciare significativamente il percorso fondamentale di questa realtà l’intuito di Emanuela Barboglio, artefice di un’impresa enoica impensabile ai suoi tempi e donna pioniera nell’areale, dove nascono tra le bollicine più importanti d’Italia. Oggi la conduzione dell’azienda è in mano ai suoi figli: Giulio, a capo della parte tecnica e Lucia Barzanò, impegnata nel settore marketing e comunicazione. La cantina ha a disposizione un parco vigneti di 41 ettari dai terreni caratterizzati da sedimenti morenici ricchi di scheletro (da qui il richiamo evocato dal nome aziendale) e coltivati a biologico, con le classiche varietà Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero a fare da protagoniste più il locale Erbamat (recentemente reintrodotto nell’uvaggio del Franciacorta), concentrati in un corpo unico, diviso in 18 appezzamenti, attorno alla cantina, da cui escono 250.000 bottiglie all’anno. Dal punto di vista enologico, tutti i Franciacorta aziendali fanno almeno una parte della fermentazione in legno, quest’ultimo utilizzato scegliendone attentamente età e tostatura in relazione alla tipologia del vino finale. La gamma delle etichette si articola a partire dal Franciacorta Brut, passando dal classico Satèn, per giungere all’Extra Brut “EBB” (omaggio doveroso ad Emanuela Barboglio Barzanò) e al Pas Dosé Riserva. Protagonista del nostro assaggio è invece il Pas Dosé Rosé Parosé 2016, che riposa 48 mesi sui lieviti prima della sboccatura. Al naso si succedono toni aromatici che rimandano alle rose, ai frutti di bosco e agli agrumi, con qualche lampo speziato a rifinitura. In bocca, la carbonica è ben dosata e il sorso scorre sottile e saporito, fino ad un finale persistente con una spiccata nota salina di chiusura.

(fp)

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