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Nasce il primo vino dedicato al grande Totò: A Livella, rosso Campania Igp della Cantina Sanpaolo, l’azienda irpina di Claudio Quarta Vignaiolo, liberamente ispirato alla celebre “A Livella di Totò”, tra una bottiglia “aristocratica” ed una qualunque

Italia
Alessandra Quarta con A Livella, il vino dedicato al grande Totò

“Ehi tu, come hai osato posarti qui accanto a me, che son blasonato? Marchese “Brunolo” non è colpa mia, io non vi avrei fatto questo torto, se potessi mi sposterei da solo! Ecco vedi di farlo in fretta, se non fossi stato un titolato avrei già dato piglio alla violenza! Il tuo posto è al massimo in un’osteria, non in questo tempio del vino, dove ci siamo noi che siamo simbolo della storia! Ma chi ti credi di essere un dio? Rosso sei tu e rosso sono io, qua dentro siamo tutti uguali: ognuno comme a ’na’ato é tale e quale!”. Ispirato alla celebre “A Livella di Totò”, tra una bottiglia “aristocratica” ed una etichetta qualunque, poste “per errore” sullo stesso scaffale di un’enoteca, tempio del vino per antonomasia e dunque di grandi etichette, nell’invenzione narrativa di Alessandra Quarta, nasce “A Livella”, rosso Campania Igp prodotto a Cantina Sanpaolo, l’azienda irpina Claudio Quarta Vignaiolo, primo vino dedicato al grande attore, maestro del cinema italiano, a 50 anni dalla scomparsa di Antonio De Curtis, in arte Totò.

Dopo il “QU.ALE - il primo vino democratico”, il progetto dal sapore solidale e sostenibile, prodotto a Tenute Eméra in Puglia, arriva ora “A Livella”, con il “desiderio di raggiungere il diritto di uguaglianza per tutti i buoni vini che nascono da areali magnifici. Chiedetevi cosa farebbe un possibile acquirente dinnanzi a quello scaffale - spiega Alessandra Quarta - sceglierebbe la bottiglia sconosciuta o andrebbe invece sul sicuro? Nutro un grande rispetto per l’universo enologico che rappresenta un pezzo di cultura autentica che appartiene alla nostra storia. Ho tuttavia misurato sul campo quanto è difficile per un’etichetta sconosciuta ritagliarsi un proprio spazio dinnanzi alla fama consolidata dei vini “blasonati”, certamente ambasciatori del made in Italy nel mondo, che però non esauriscono la ricchezza vitivinicola del nostro Paese, che è un giacimento di vitigni antichi e di territori ricchissimi, spesso poco noti, da cui nascono vini dalle potenzialità enormi”.

“A Livella - aggiunge la giovane produttrice - in un certo senso segna il mio passaggio all’età adulta, mi sentivo pronta per un vino più complesso e “maturo”: un grande rosso che vuol essere un segno d’amore mio personale per una terra straordinaria qual è la Campania, di cui sono perdutamente innamorata. Ho scelto di dedicarlo a uno dei personaggi campani più affascinanti di tutti i tempi, il mitico Totò. Rileggendo “A Livella” ho ritrovato il mio desiderio di uguaglianza, di “pari opportunità”, per i piccoli produttori e i vini che interpretano l’essenza autentica di un territorio”.

La prima annata di “A Livella” è non a caso la 2017, cinquantennale della morte di Antonio De Curtis. “L’intento è divulgare anche tra i giovani e nel mondo del vino una vera icona pop ante litteram, che con la sua arte ha portato la cultura campana in tutto il mondo. E mentre per QU.ALE una parte del valore della bottiglia è devoluta ad una associazione attiva nel sociale o nell’ambiente a scelta dell’acquirente, per “A Livella” il progetto prevede interventi a supporto di attività di giovani attori”.

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