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LA CURIOSITÀ

Niente più “Vigna del Signore” per Benedetto XVI: a Castel Gandolfo sradicato il suo vigneto

Dalla direzione delle Ville Pontificie è arrivata la decisione: sradicare il vigneto che fu donato da Coldiretti a Papa Ratzinger
CASTEL GANDOLFO, PAPA RATZINGER, VIGNETO, vino, Italia
Niente più “Vigna del Signore” per Benedetto XVI: a Castel Gandolfo sradicato il vigneto

Di solito, a fare notizia, quando merita, è l’impianto di nuovi vigneti, che vuol dire, spesso, investimenti importanti, o progetti che iniziano. Raramente, un vigneto che viene estirpato fa rumore. Almeno che non si tratti di qualche super big del settore oppure, anche se per pochi filari, il “winemaker” in questione sia sua santità il Papa.
I mille metri quadrati di vigneto di Benedetto XVI a Castel Gandolfo nei giardini delle Ville Pontifice sono stati sradicati, come riporta il quotidiano romano “Il Messaggero”. Non è stata fatta chiarezza sulla motivazione. Le voci di corridoio riportano una generica volontà di costruire una strada al posto dei filari. La decisione è arrivata dalla nuova direzione delle Ville Pontificie, nominate direttamente da Papa Francesco nel giugno 2019 e che si è messa subito all’opera con lavori di rinnovo dei giardini.
Non una vigna qualsiasi, quella dove Papa Ratzinger soleva passeggiare contemplando i misteri della vita, bensì un simbolo di un pontificato iniziato nell’aprile 2005 con le parole: “sono un semplice e un umile lavoratore nella vigna del Signore”, citazione dal Vangelo. Il vigneto di Papa Benedetto XVI, come già riportato da WineNews, era stato un dono di Coldiretti, nel 2012 per la Giornata della Salvaguardia del Teatro e comprendeva due tipologie di vitigni, Trebbiano e l’autoctono Cesanense di Affile.
I giardini delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo hanno ospitato, negli anni, i pontefici negli afosi periodi estivi, tanto da guadagnarsi l’appellativo di “secondo Vaticano”, definizione coniata da Papa Wojtila. Tradizione interrotta da Papa Francesco che ha esplicitamente dato disposizione di aprire le ville ai visitatori.
Forse i giardini delle Ville Pontificie perdono il loro vigneto ma si possono comunque consolare con la produzione agricola e alimentare che comprende 1.400 ulivi, 80 bovini per una produzione di 1000 litri di latte giornalieri e prodotti caseari, 800 galline e 35 arnie con altrettante famiglie di api, come raccontato dal nuovo direttore delle Ville Pontificie, Andrea Tamburelli al quotidiano di Città del Vaticano, l’Osservatore Romano. Inoltre nei giardini è possibile ammirare un ricco patrimonio di alberi, erbe e fiori che costituiscono un ecosistema equilibrato ed esemplare. A curare questi “Orti del Signore” è predisposto un team di 20 addetti giardinieri e potatori. In totale i giardini occupano 30 ettari dei 55 totali delle Ville Pontificie che nello specifico sono composte da Villa Barberini con il relativo giardino e dal Palazzo Apostolico.
A tracciare la via da seguire per quanto riguarda la manutenzione, la ricerca e lo sviluppo di questo prezioso ecosistema è stato proprio il Papa in persona nell’Enciclica Laudato Si che si occupa di temi come l’ecologia, preoccupazione per la natura ed eguaglianza sociale, temi che sono all’ordine del giorno dell’intero panorama agroalimentare.
Là dove per secoli i pontefici hanno trascorso i caldi mesi estivi si perderà un vigneto, ma si è guadagnato un polo culturale e scientifico messo a disposizione dell’uomo direttamente per il volere di sua santità il Papa, l’incarnazione del volere divino sulla terra.

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