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VINO E CLASSIFICHE

Nizza 2015 Chiarlo, la “super Barbera”, in vetta alla “Top 100 Wines of 2018” di “Wine Enthusiast”

17 italiani in classifica, con Toscana (4), Piemonte (3) e Sicilia (3) al top

Il Nizza, la super Barbera, sul tetto del mondo grazie ad uno dei suoi pionieri, Michele Chiarlo: il suo Nizza 2015 Cipressi si arrampica fino alla prima posizione della “Top 100 Wines of 2018” di “Wine Enthusiast”, la classifica dei migliori assaggi del magazine americano, dopo aver conquistato il palato della sua italian editor, Kerin O’Keefe. Che spiega: “un riconoscimento, oltre che ad un vino eccellente, anche al ruolo fondamentale di Michele Chiarlo nella valorizzazione del vitigno Barbera e nella creazione delle denominazione Nizza”.
Con la griffe del Barolo, sul podio salgono anche gli Usa, con il Roederer Estate 2011 L’Ermitage Brut Sparkling della Anderson Valley, ed il Cile, con il Santa Carolina 2015 Reserva de Familia Cabernet Sauvignon della Maipo Valley, mentre per il Belpaese, nella top 10, anche il Prosecco di Valdobbiadene Ca’ dei Zago 2015 Dosaggio Zero Metodo Classico alla posizione n. 8. Come da tradizione, a fare la voce del padrone sono gli Stati Uniti, con ben 31 etichette in classifica, seguiti da Francia e Italia, a pari merito, con 17 etichette ciascuna, quindi Portogallo e Spagna a quota 6, ed a seguire Austria a 5, Germania, Australia e Argentina a 3, Cile, Nuova Zelanda, Sudafrica e Grecia a 2 e Israele a 1.

“È un riconoscimento insperato ed inaspettato, di solito siamo abituati a vedere vini di calibro diverso in vetta alle classifiche - commenta, a WineNews, Michele Chiarlo, a capo della griffe del Barolo e del Nizza - non certo una Barbera, per decenni varietà bistratta e poco considerata. Questa è, invece, la dimostrazione che anche gli autoctoni meno considerati, quando valorizzati nel modo giusto, possono dare risultati eccezionali. Sessant’anni fa, quando decidemmo con un pugno di altri viticoltori del Monferrato di puntare sulla Barbera, aveva un’immagine davvero bassa, legata ad un basso livello qualitativo. Ci sono voluti letteralmente decenni - ricorda Chiarlo - per arrivare al punto in cui siamo oggi, con il Nizza che è diventato l’atto finale della Barbera, una Doc nata da un lungo percorso di avvicinamento, e che è stata capace di mettere paletti strettissimi, dal territorio di produzione alle rese (più basse del Barolo, a 70 quintali per ettaro), dall’esposizione dei vigneti all’affinamento minimo di 18 mesi. Il risultato è una denominazione che oggi conta una cinquantina di produttori, che garantiscono una qualità media altissima, ed è a loro che dedico questo risultato. L’obiettivo - aggiunge Michele Chiarlo - è diventare la terza denominazione per prestigio del Piemonte, al fianco di Barolo e Barbaresco. Del resto, che il Monferrato non sia più un territorio di serie B lo dimostrano proprio gli investimenti dei produttori di Barolo, e questo è un bene, perché porta il Nizza nelle carte dei grandi ristoranti accanto a Barolo e Barbera. Il potenziale - conclude il produttore della “super Barbera” - c’è per milioni di bottiglie, sono sicuro che i più giovani hanno davanti a sé possibilità enormi, basta non avere fretta e crescere un passo dopo l’altro”.
Scorrendo la chart, per l’Italia a fare la parte del leone sono Toscana, Piemonte e Sicilia, stabilmente sul podio delle Regioni vinicole al top secondo “Wine Enthusiast”, che offre comunque un orizzonte ampio della viticoltura del Belpaese, che abbraccia anche il Veneto, l’Abruzzo, il Friuli Venezia Giulia e, soprattutto, la Lombardia, con due etichette. Così, alla posizione n. 18 troviamo il Contrada R Nerello Mascalese 2016 di Passopisciaro (Franchetti), alla n. 20 il Lambrusco di Sorbara L’Eclisse 2017 di Paltrinieri, alla n. 23 l’Etna Rosso 2016 Outis di Biondi ed alla 26 il Valtellina Superiore Sassella Riserva Rocce Rosse di Arpepe. Quindi due espressioni diverse del vitigno principe di Toscana, il Sangiovese, con il Chianti Classico Gran Selezione 2013 San Lorenzo del Castello di Ama alla n. 31 ed il Brunello di Montalcino 2013 di Castelgiocondo alla n. 35.
Alla posizione n. 39 troviamo il Barolo Monvigliero 2014 del Comm. G. B. Burlotto, alla n. 42 c’è il Friulano del Collio Superiore 2016 di Russiz, alla n. 47 il Franciacorta Vintage Collection Dosage Zéro 2013 di Ca’ del Bosco, alla n. 68 ancora la Sicilia, con quello che, da anni, è uno dei vini dolci più rappresentativi d’Italia, il Passito di Pantelleria Ben Ryé 2015 di Donnafugata. E ancora, alla posizione n. 72 l’Abruzzo, con il Pecorino Don Carlino 2016 di De Fermo, seguito alla n. 76 da un altro bianco, la Vernaccia di San Gimignano 2016 di La Lastra, con il Palazzo della Torre 2014 di Allegrini alla posizione n. 78. A chiudere la presenza italiana, il Bramaterra Cascina Cottignano 2014 di Colombera & Garella alla n. 82 ed il Morellino di Scansano 2013 di Terenzi al n. 94.

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