02-Planeta_manchette_175x100
Consorzio Collio 2024 (175x100)

“PAESE DEL CIBO E VINO, GUSTO E BELLEZZA, MA NON NE SIAMO CONSAPEVOLI. SERVE FORMAZIONE PER L’AGRO-ALIMENTARE (EXPORT RECORD 2013: 34 MILIARDI). CUCCIA (GR): “MASTER E CITTA’ DEL GUSTO NEL MONDO”. CURBASTRO: “EXPO 2015, FORTI RITARDI NEL WINE & FOOD”

Italia
Il Ministro delle Politiche Agricole, Nunzia De Girolamo

“Le attività di formazione sono fondamentali per il comparto agroalimentare (nel 2013 batteremo ogni record con più di 34 miliardi di euro di export in tutto il mondo): per comunicare e vendere le nostre eccellenze bisogna conoscerle profondamente e attraverso un percorso formativo possiamo centrare questo obiettivo; si tratta di un’opportunità importante di aggiornamento e specializzazione per chi è già operativo e una straordinaria occasione per i giovani”. Così, oggi, a Roma, il Ministro delle Politiche Agricole, Nunzia De Girolamo, nel convegno “La formazione enogastronomica nel panorama nazionale ed internazionale”, organizzato alla Città del Gusto per i 10 anni dalla nascita delle scuole di formazione del Gambero Rosso.
I lavori, aperti da Paolo Cuccia, presidente della Gambero Rosso Holding, che ha ricordato “i master universitari di secondo livello e all’apertura di tre nuove Città del Gusto a Bangkok, Hong Kong e Miami” per lo sviluppo della formazione ed educazione al gusto, hanno anche evidenziato, sempre nelle parole di Cuccia, che “il mondo si domanda perché l’Italia, leader nella produzione e nell’offerta, non si candidi ad essere riferimento internazionale anche nella formazione”.
Un percorso ancora lungo vista un’offerta formativa di base spesso è insufficiente e frammentata. Mario Guidi, presidente di Confagricoltura, riflettendo sugli ultimi anni sostiene che “pensare in piccolo in un mondo globalizzato è sbagliato e perdente. Noi non riusciamo a pensare quanto sia grande l’agricoltura italiana e tendiamo a sottovalutarci. Per questo abbiamo bisogno di nuove professionalità e network di produzione, consumo, distribuzione. L’agricoltura è un settore dove investire insieme al turismo per aumentare le sue potenzialità”. Un ruolo strategico molto chiaro agli assessori regionali alle politiche agricole (Campania, Lazio, Sicilia, Lombardia, Puglia), che sono intervenuti nel dibattito: per tutti, Dario Cartabellotta (Regione Sicilia), che ha esordito evidenziando che “il tema della formazione non può essere delegato; si tratta, però, di cambiare ottica e dare nuovo ruolo a strutture come i distretti che possono avere un ruolo importante nella crescita, anche culturale, degli operatori”. Per il presidente Ismea, Arturo Semerari “la formazione enogastronomica è centrale per il nostro agroalimentare, per il made in Italy e per l’intero Paese. L’obiettivo è far crescere le nostre esportazioni. Oggi solo il 20% esporta a fronte del 40% del manifatturiero. Dobbiamo fare sistema uscendo dalla logica di bottega”. I problemi dell’insufficiente formazione sono stati sottolineati anche da Domenico Zonin, presidente Uiv (Unione Italiana Vini), specialmente se rapportati all’incontro con gli altri sistemi Paese: “tra Università ed aziende c’è un abisso: un nostro laureato o diplomato all’ingresso in azienda deve essere nuovamente formato perché non ha esperienza. Ancora oggi, a fronte della crisi, si tagliano gli investimenti in formazione. E’ un atteggiamento profondamente sbagliato, la competizione così si perde”.
Nel convegno è stato affrontato anche il tema caldo dell’Expo 2015: il Ministro ha annunciato che, a giorni, firmerà un decreto per dotare finanziariamente il “Padiglione Vino & Olio” e sostenere le altre attività di competenza del Ministero delle Politiche Agricole. Tra gli operatori, però, non mancano le perplessità dovute al ritardo accumulato, specialmente dal punto di vista dei contenuti: “in Francia, a 18 mesi dall’apertura dell’Expo, si sarebbe già conosciuto - ha osservato Riccardo Ricci Curbastro, presidente Federdoc - il programma completo delle attività, del come e con chi. Ci auguriamo un colpo di reni da parte di Governo e Regioni per passare ad una nuova fase …”.

Focus - Il Ministro De Girolamo: “made in italy: fondamentale puntare sulla formazione anche per affrontare le sfide internazionali”
“Siamo il Paese del cibo e del vino, del gusto e della bellezza, ma non ne siamo consapevoli. Per questo penso che le attività di formazione siano fondamentali per il comparto agroalimentare. Per comunicare e vendere le nostre eccellenze bisogna conoscerle profondamente e attraverso un percorso formativo possiamo centrare questo obiettivo. Si tratta di un’opportunità importante di aggiornamento e specializzazione per chi è già operativo e una straordinaria occasione per i giovani”. Così il Ministro delle Politiche Agricole, Nunzia De Girolamo, oggi, a Roma, nel convegno “La formazione enogastronomica nel panorama nazionale ed internazionale”, organizzato per i dieci anni dalla nascita delle scuole di formazione del Gambero Rosso.
“Sono tanti i giovani che si approcciano al mondo dell’agroalimentare - ha proseguito il Ministro - per cercare uno sbocco professionale. Quella generazione di trentenni a cui sono stati tolti i sogni in cambio di precariato e stage gratuiti. Per loro sto mettendo a punto un pacchetto di misure, di concerto con Ismea, che vanno ad aggiungersi a quanto abbiamo ottenuto nella nuova Pac, ovvero la maggiorazione del 25% degli aiuti diretti per aziende under 40”.
“Oltre all’emergenza occupazione giovanile, per il comparto agroalimentare emergono - ha dichiarato De Girolamo almeno altre tre sfide decisive: semplificazione, accesso al credito e sostegno alle esportazioni. Sul primo fronte siamo al lavoro e mi auguro di poter presentare al Consiglio dei Ministri già nelle prossime settimane un pacchetto di misure che taglia la burocrazia inutile. È un nostro dovere indifferibile liberare le aziende da questo giogo che le opprime, le rende meno competitive e sottrae tanto, troppo tempo alla produzione”.
“Per contrastare la stretta del credito, mi aspetto un’inversione di tendenza nell’atteggiamento delle banche. Nascono per fare credito, sono fondamentali anche per ridare fiducia, per poter sostenere lo sviluppo di questo Paese, ma in questo momento non danno l’adeguato supporto al nostro comparto. Mi chiedo: ma se non diamo credito a chi produce le eccellenze del made in Italy, su quale azienda vogliamo investire? E se le aziende già avviate trovano difficoltà ad avere finanziamenti e fidi dalle banche, per i giovani avere un sostegno al di fuori della famiglia è quasi un’utopia. Porterò la questione in Consiglio dei Ministri quanto prima, perché non c’è più tempo da perdere”.
“Sul fronte export - ha concluso il Ministro - lo Stato deve fare la sua parte, stando vicino alle aziende, stimolando anche la creazione di percorsi formativi che preparino professionisti competenti, che sappiano rappresentare al meglio l’Italia. Attraverso l’agroalimentare di qualità dobbiamo importare persone, turisti, ed esportare cose, il nostro ampio paniere di prodotti dal vino all’olio extravergine d’oliva, dalla pizza ai formaggi. Sono orgogliosa di quanto stiamo facendo e del fatto che quest’anno batteremo ogni record con più di 34 miliardi di euro di esportazioni in tutto il mondo. Ma abbiamo margini di crescita che non sono quantificabili. Possiamo fare ancora di meglio, al buono dobbiamo saper unire il bello, puntando anche sulla cura del packaging per conquistare i consumatori internazionali. Anche Expo 2015 dovrà essere un momento fondamentale per mettere in vetrina il meglio delle nostre produzioni e fare sistema, fare sì che le aziende imparino a stare insieme, perché solo così avranno un peso più importante all’estero”.

Copyright © 2000/2024


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2024

Altri articoli