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VINO E TERRITORIO

Passa dalla viticoltura il futuro di Pantelleria: il ritorno alla vigna frena l’esodo di giovani

Le parole del sindaco Gabriele, e di Antonio Rallo (Donnafugata e presidente Doc Sicilia): terra di viticoltura eroica, e dalla forte identità
Italia
Il Giardino Pantesco di Donnafugata

Poco più di 500 ettari di vigna, quasi tutti in fortissima pendenza, una produzione di uva che non raggiunte i 30.000 quintali, quando nella metà degli anni Sessanta era di 300.000: sono i numeri di Pantelleria e della sua viticoltura, caratterizzata dall’alberello pantesco patrimonio Unesco. Con il vino che oggi, grazie agli investimenti e alla sua forte identità, si sta rivelando un argine all’esodo della popolazione, soprattutto dei giovani, dall’isola, come raccontano in questo video (https://goo.gl/TfTTqf) il sindaco Salvatore Gino Gabriele e Antonio Rallo, produttore con Donnafugata e presidente della Doc Sicilia.
“Per noi è un segnale importante, soprattutto per i giovani, ed i tanti investimenti arrivati negli ultimi tempi, su questa Isola che è anche Parco Nazionale”, ha detto il primo cittadino pantesco. “Qui siamo tutti piccolissimi, dei frammenti nei confronti del mondo - ha aggiunto Rallo - ma se facciamo squadra, uniti dalla forte identità dei vini di Pantelleria, e anche attraverso il Consorzio, possiamo andare sul mercato, e valorizzare il duro lavoro che questa terra richiede”.

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