Da cento anni Paternoster racconta il Vulture attraverso l’Aglianico. Fondata nel 1925 a Barile, alle pendici del vulcano spento che domina la Basilicata settentrionale, la cantina è stata tra le prime a credere nel potenziale di un territorio allora periferico, trasformando un vitigno austero e difficile in uno dei grandi rossi identitari del Sud Italia. Oggi, alla guida della quarta generazione con l’enologo Fabio Mecca Paternoster, e dal 2016 parte di Tommasi Family Estates, Paternoster vive una fase di rinnovata energia: investimenti, progetti architettonici e una visione contemporanea che non tradisce la memoria. La Cantina del Barone Rotondo, antica neviera seicentesca scavata nella roccia vulcanica, è il simbolo più potente di questo dialogo tra passato e futuro. In questo contesto nasce e si colloca Synthesi, Aglianico del Vulture Doc che incarna l’idea stessa del nome: la sintesi tra territorio, vitigno e stile. Un vino che non cerca l’eccesso, ma l’equilibrio; non la monumentalità, ma la leggibilità. È l’Aglianico del Vulture nella sua forma più diretta, capace di raccontare la forza vulcanica del luogo senza rinunciare a finezza e bevibilità, grazie a un colore luminoso che denota freschezza espressiva, a un naso di piccoli frutti neri - mora e mirtillo - che richiama la terra lavica, a un sorso secco e scorrevole, dai tannini ben integrati e dall'acidità che non intralcia la progressione gustativa.
(Francesca Ciancio)
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