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Pier Domenico Garrone, ex presidente dell’Enoteca del Piemonte, accusato nel lontano 2005 di truffa e bancarotta fraudolenta in relazione alla gestione dell’ente piemontese, è stato assolto da ogni accusa dal Tribunale di Roma

Italia
Pier Domenico Garrone

I tempi della Magistratura, si sa, in Italia sono a dir poco lenti, e allora succede che una vicenda finita nel dimenticatoio da tempo, torni improvvisamente all’attenzione pubblica, con una sentenza che, a distanza di 12 anni, riabilita la figura di Pier Domenico Garrone, ex presidente dell’Enoteca del Piemonte, accusato nel lontano 2005 di truffa e bancarotta fraudolenta proprio in relazione alla gestione dell’ente piemontese (WineNews ne parlò, a suo tempo, qui: https://goo.gl/q6L6z2), a seguito di un’inchiesta nata per un giro di fatture poco trasparenti e sfociata poi in quella sul crac di Buonitalia, nel 2013 (ben 8 anni dopo le dimissioni dello stesso Garrone, ndr), da cui l’Enoteca d’Italia, partecipata al 100%, era stata poi assorbita. Accusa da cui Garrone è stato definitivamente assolto, con la sentenza del Tribunale di Roma che è stato formalmente assolto da entrambe le accuse. “La contestazione di truffa sarebbe già stata prescritta, ma è significativo che il collegio si sia invece espresso nel merito assolvendo perché “il fatto non sussiste”, a dimostrazione - spiega l’avvocato difensore, Claudio Simonelli al quotidiano “La Stampa” (www.lastampa.it) - che Garrone non ha fatto altro che il suo dovere”.

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