Da tempo i vini passiti incontrano difficoltà sui mercati: la loro produzione si va contraendo continuamente e questo non aiuta certo a farli conoscere ed apprezzare. Eppure i passiti sono quasi sempre ambasciatori di tradizioni molto radicate, come il Vino Santo Trentino Doc - divenuto Presidio Slow Food - e spesso vere e proprie perle enologiche che una volta scoperte non si possono non amare sorseggiati da soli a fine pasto o in altri momenti, con pasticceria secca, formaggi erborinati, d’alpeggio stagionati o con ciò che più piace. Il Vino Santo Trentino della Cantina Pisoni di Pergolese (Trento) nella Valle dei Laghi, dove l’autoctono Nosiola trova il suo habitat ideale, proviene dalle uve del vecchio vigneto San Siro: vengono appassite per oltre 6 mesi su appositi graticci, chiamate arèle, grazie alla carezza dell’“Ora del Garda”, la brezza che soffia dal vicino lago omonimo. Le uve appassite, pigiate durante la Settimana Santa, danno un mosto molto zuccherino che fermenta lentamente per anni. Lunghissima è la sua vita in bottiglia, fino ai cinquant’anni, tant’è che se oggi l’annata in commercio dei fratelli Marco e Stefano Pisoni è la 2009, la linea “Collezioni” torna indietro fino al 1977. Giallo ambrato e riflessi d’oro nel bicchiere, al naso è intenso con sfumature di frutta esotica; in bocca la dolcezza è sostenuta da un’acidità che invita a tornare al sorso, che è denso e armonico.
(Clementina Palese)
Copyright © 2000/2026
Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit
Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026


















































































































































































