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VINO & LETTERATURA

“Premio Lupicaia del Terriccio 2018” al romanzo “L’amante alchimista” di Isabella della Spina

Istituito da Gian Annibale Rossi di Medelana, il riconoscimento vuole unire due arti che aiutano a “lenire i dolori della vita”: letteratura e vino
CASTELLO DEL TERRICCIO, LETTERATURA, LUPICAIA, Italia
La letteratura protagonista del Premio Lupicaia dedicato ad un grande vino italiano

C’è un premio che unisce due arti, capaci di lenire le difficoltà della vita: la letteratura e il vino. È il “Premio Lupicaia del Terriccio”, concorso letterario voluto da Gian Annibale Rossi di Medelana, patron del Castello del Terriccio, e andato in scena nei giorni scorsi nella cornice della griffe a Castellina Marittima (Pisa), tra i vigneti dove nasce il celebre Lupicaia. A vincere l’edizione 2018, tra 36 romanzi partecipanti, “L’amante alchimista” edito da Piemme di Isabella della Spina, pseudonimo dietro cui si celano due autrici: Sonia Ruale e Daniela Ceselli, autrice e conduttrice televisiva la prima, studiosa di cinema la seconda.
Alla premiazione, introdotta dal giornalista e storico Paolo Mieli e moderata da Lavinia Spingardi, volto di Sky Tg24, sono saliti sul podio anche David Smith, secondo classificato, con il romanzo “Whispers” edito da Osprey Publishing e Maria Cristina Maselli, terza classificata, con l’opera prima “Sigismondo e Isotta” anch’esso edito da Piemme. Eccezionalmente è stato assegnato anche un “Premio speciale della giuria”, in quanto esule dal periodo storico di riferimento: il riconoscimento è andato alla scrittrice Andrea Marcolongo per il romanzo ‘La misura eroica’ edito da Mondadori.
“Ho pensato ad un premio letterario che potesse promuovere il mio vino ed avvicinare i giovani alla lettura - spiega Gian Annibale Rossi di Medelana - la lettura consente di estraniarsi dalla realtà, difficile, stressante e talvolta descirante, facendoci sentire felici senza bisogno di droghe. L’effetto nepente accomuna il vino alla letteratura, le mie due passioni, perché entrambi rendono meno duri i dolori della vita”.
Altra novità di quest’anno è stata l’istituzione del “Premio alla Ricerca sugli avanzamenti tecnologici in materia di lesioni midollari”: in collaborazione con Sia (Spinal Injuries Association) inglese e con la Fondazione Ircss Santa Lucia di Roma, il Premio Lupicaia del Terriccio ha infatti deciso di dare merito a un ricercatore al di sotto dei quarant’anni che abbia dato nell’ultimo periodo un contributo allo sviluppo delle tecnologie per il trattamento, la riabilitazione e l’assistenza ai mielolesi. La prima edizione del premio è andata al progetto del dottor Marco Capogrosso, ricercatore italiano in Svizzera presso l’Université de Fribourg, che ha ideato, insieme ai colleghi, un “bypass” neurale che permette di generare dei movimenti volontari delle gambe dopo una lesione del midollo spinale.

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