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Puntare sulle eccellenze riconosciute del made in Italy, mettendole a sistema, per conquistare la Cina: nasce la “Casa del Made in Italy” nel “Design Shanghai” (14-17 marzo 2018), tra vino e design, con la regia di VeronaFiere e Media 10

Puntare sulle eccellenze riconosciute del made in Italy mettendole a sistema per essere presenti con maggiore efficacia sul mercato di Cina, che ama l’Italia ma, ancora, nella realtà, conosce poco il Belpaese: è da questa riflessione spesso proposta e raramente applicata che, nel segno del vino e del design tricolore, con la regia di VeronaFiere, nasce la “Casa del made in Italy” al Design Shanghai (14-17 marzo 2018), il principale salone asiatico dedicato alla progettazione e al design.
“Un’abitazione collettiva, curata dall’architetto Mauro Felice, che vedrà protagonisti i principali brand italiani del design, dall’arredo alle cucine, dal marmo al mobile. e quelli del vino, con numerose aziende rappresentate nella “lounge Vinitaly” - spiega una nota di VeronaFiere - e con una “Preview night” esclusivamente dedicata ai vini italiani, che vedrà insieme ancora una volta in Cina Vinitaly e Italia del Cino, uno dei consorzi più rappresentativi del Paese (che mette insieme nomi come Banfi, Cantina Lunae, Cantine Mesa, Casa Vinicola Sartori, Di Majo Norante, Drei Donà, Ferrari Fratelli Lunelli, Gruppo Italiano Vini, Librandi, Marchesi di Barolo, Medici Ermete & Figli, Ronchi di Manzano & C., Santa Margherita Gruppo Vinicolo, Terre de la Custodia, Terredora e Zonin1821, ndr)”.
Un progetto, frutto della nuova partnership strategica in Cina siglata tra Media 10 - organizzatore di Design Shanghai - e Casa Médinit (del gruppo Veronafiere Spa).
“L’Italia è leader globale nel settore del design, che rappresenta uno dei settori di punta del nostro export - ha commentato l’Ambasciatore d’Italia a Pechino Ettore Francesco Sequi - le opportunità per le aziende italiane del settore in Cina sono enormi. Negli ultimi 5 anni le nostre vendite di prodotti di design e di arredo sono cresciute del 50% e prevediamo un ulteriore aumento del 20% nei prossimi dieci anni. D’altra parte l’Italia è la superpotenza della bellezza grazie a una capacità unica al mondo di combinare tecnologia, creatività e funzionalità. L’Italia non fa design. L’Italia è design”.
“Oggi in Cina serve più che mai rappresentare il Paese in modo univoco - ha detto il dg Veronafiere, Giovanni Mantovani - e la contaminazione tra due elementi distintivi dell’italianità come il design e il vino non può che contribuire a determinare la giusta percezione del nostro brand. Il mercato cinese è difficile e risente in diversi casi di condizioni commerciali sfavorevoli rispetto ai competitor, ma gli indicatori export dello scorso anno segnalano che il lavoro avviato in favore del made in Italy comincia a dare i propri frutti”.

Secondo Istat nei primi 10 mesi2017, infatti, le esportazioni totali italiane verso il gigante asiatico hanno già sorpassato in valore le vendite realizzate in tutto il 2016, superando gli 11 miliardi di euro. “Sul vino - ha concluso Mantovani - il mercato cinese si conferma Eldorado per diversi Paesi produttori e ancora “terra promessa” per l’Italia. A fronte di una crescita record del 106% dell’import vinicolo su scala mondiale negli ultimi 5 anni - che equivale a oltre il doppio rispetto all’incremento della domanda Usa e quasi 19 volte più di quella tedesca - la nostra quota di mercato è infatti ancora bassa (5,7%), anche se si intravedono i primi segnali positivi. Secondo le elaborazioni di Nomisma su base doganale, la crescita italiana in valore (euro) nei primi 11 mesi del 2017 supera il 18%, con un confortante incremento del prezzo medio del 3% e un valore di 126 milioni di euro”.

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