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LA GRIFFE

Ricasoli 1141, Docg Chianti Classico Gran Selezione Colledilà 2016

Vendemmia: 2016
Uvaggio: Sangiovese
Bottiglie prodotte: 27.000
Prezzo allo scaffale: € 45,00
Proprietà: Francesco Ricasoli
Enologo: Carlo Ferrini
Territorio: Chianti Classico

Quante volte nelle discussioni sul vino italiano è passata, per lo più a ragione, l’idea che la nostra storia enologica è giovane e, pertanto, manchevole di “cantine immortali” alla francese? Molte volte, ovviamente. Ma nella talvolta affannosa ricerca di una storicità vera o presunta, ci siamo come dimenticati dei rari casi che quella continuità spazio-temporale ce l’avevano già. Ecco, il Castello di Brolio è probabilmente la “dimenticanza” più grave che spesso abbiamo compiuto. Origini documentate quasi millenarie di un castello, eretto a difesa della Repubblica Fiorentina contro Siena e di un casato, i Ricasoli che da allora lo hanno sempre abitato, come documentati i commerci di vino a cavallo tra il XV e il XVI secolo verso Olanda e Inghilterra o quelli verso Cina, Sudafrica, Costa Rica e Afriche Britanniche agli inizi del Novecento. E poi le vicende di Bettino Ricasoli, il “barone di ferro”, non solo tra i protagonisti del Risorgimento italiano, ma inventore della celeberrima “formula del Chianti” (che portò il rosso toscano tra vini italiani più ricercati dell’epoca insieme a Barolo e Marsala) e, soprattutto, ideologo di un’agricoltura moderna, cioè capace di legare l’esperienza sul campo e la ricerca scientifica, e del vino come “biglietto da visita” negli scambi internazionali, certificato dal luogo d’origine e capace di rappresentare la cultura di tutto un popolo. Una visione a dir poco di lunga gittata e che resta di un’attualità disarmante. Certo, in una storia così lunga non sono mancate le parentesi difficili. E forse la più difficile è stata quella a metà anni Novanta del secolo scorso, culminata con la riconquista dell’azienda di famiglia dopo la doppia parentesi delle multinazionali Seagram e Hardy, orchestrata da Bettino (trentunesimo Barone di Brolio e trisnipote del “barone di ferro”) e Francesco Ricasoli. Oggi l’azienda, 235 a vigneto per una produzione di 2.500.000 di bottiglie, come sempre, guarda indietro per guardare avanti. La zonazione aziendale, avviata nel 2008, a sottolineare una dinamicità mai smarrita, ha portato come risultato tre Cru specifici per tre Gran Selezione distinte: Colledilà, Roncicone e CeniPrimo. Ottenuto dal vigneto omonimo di 7 ettari, su suolo argillo-calcareo, a 390 metri sul livello del mare, con esposizione Sud-Est, il Chianti Classico Gran Selezione Colledilà 2016, affinato in tonneau a maggioranza di secondo passaggio per 18 mesi, è uno dei rossi più eleganti che solcano le colline chiantigiane. Il naso evidenzia piccoli frutti rossi, spezie e tabacco di bella definizione. In bocca, il vino ha spessore e dinamicità, tannini incisivi e saporiti, fragranza acida e dolcezza.

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