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RUGGERO DELL’ADAMI DELLA DE TARCZAL, UNA DELLE AZIENDE STORICHE DEL MARZEMINO D’ISERA, VINCE IL PREMIO “LA VIGNA ECCELLENTE”

Italia
Vigneto di Marzemino di Isera

E’ della De Tarczal, una delle aziende storiche (e delle migliori) di Isera, “La Vigna Eccellente” di Marzemino d’Isera, il premio-evento celebrato ieri nella cittadina trentina. Dietro la De Tarczal, Graziano Balter (della Cantina d’Isera, importante e storica cooperativa, oggi diretta dall’agronomo Fausto Campostrini) e Roberto Rizzoli, viticoltore e conferitore della Cantina La Vis, una delle grandi espressioni del Trentino del vino nonché una delle migliori aziende italiane nel rapporto qualità-prezzo (che segna così il suo debutto ad Isera). Queste le decisioni della giuria di uno dei premi più originali dell’Italia del vino (che intende, ogni anno, celebrare la qualità del vigneto, e non di cantine o vini), composta, tra gli altri, dai giornalisti Carlo Cambi, direttore di “I Viaggi di Repubblica”, Bruno Gambacorta del “Tg2” e curatore della rubrica “Eat Parade”, Paolo Massobrio de “La Stampa” e responsabile del Club di “Papillon”, Nereo Pederzolli del “Tg3” , dal gastronanuta del “Il Sole 24 Ore” Davide Paolini, dal direttore di www.winenews.it Alessandro Regoli, dal direttore delle Città del Vino Paolo Benvenuti e diretta dal professor Attilio Scienza, docente di viticoltura alla Facoltà di Agraria dell’Università di Milano.


La storia del Marzemino

Il Marzemino è un vitigno, le cui origini si perdono nei secoli lontani. L’ipotesi più probabile è quella che il vitigno attraverso gli antichi scambi tra mondo greco ed Asia Minore inizi il suo percorso di avvicinamento all’Italia da Cipro, dove è conosciuto da tempo immemorabile con il nome di Lefkas. Viene, quindi, trasportato dagli Eubei in Grecia ed il suo nome si tramuta in Varsami o Marzavi mavro, per divenire Martzami o Vartzami a Corfù, dove è ancora così nominato. Da quest’isola il viaggio riprende verso Nord, sia lunga la costa dalmata che lunga la costa adriatica fino a giungere nell’Italia Nord-Orientale da due lati. Le prime testimonianze della presenza del Marzemino, nella viticoltura italiana, sono riferite al Veneto trecentesco. Da qui, in seguito all’espansione della potenza militare e commerciale veneziana verso occidente, il Marzemino si diffonde nel Trentino meridionale.

Ma il Marzemino ha saputo conquistarsi la fama di grande vino, passando alla storia come il “vino di Mozart”. Wolfang Amadeus Mozart (ma sarebbe più corretto dire Lorenzo da Ponte, autore del libretto dell’opera poi musicata del genio salisburghese), infatti, fa esclamare a Don Giovanni nell’opera omonima: “Versa il vino, eccellente Marzemino!”.

Ma questa risulta una definizione riduttiva per uno dei vitigni e dei vini più antichi ed interessanti d’Italia. Che, peraltro, sta dimostrando, anche in questa particolare congiuntura del mercato del vino, interessanti performance di vendita. Isera, che è la capitale di questo antico vitigno, sta, di anno in anno, dimostrando di credere nelle potenzialità di questo suo “figlio”, che sta crescendo molto bene (e grazie, soprattutto, alle sue cantine più conosciute: De Tarczal e Cantina d’Isera).

Molto, ancora, però, resta da fare nel miglioramento della qualità complessiva della doc e della sua promozione, ma dalla consapevolezza (peraltro espressamente manifestata in tante occasioni pubbliche) di voler fare soltanto “un buon vino, da bere quotidianamente, dall’ottimo rapporto qualità/prezzo” (non già “un grande vino”, come invece tutti proclamano di voler fare negli eventi dei diversi territori della penisola, ndr), c’è di sicuro la chiave di un successo futuro del Marzemino d’Isera.

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