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Sinergie per ottimizzare le risorse su vigilanza, tutela e burocrazia, e poterne investire di più in promozione: la via possibile per i consorzi del vino italiano, nell’accordo tra i consorzi della Doc Sicilia e del Cerasuolo di Vittoria Docg

In un settore del vino sempre più competitivo e con margini ridotti, è necessario ottimizzare le risorse, risparmiare dove si può, magari anche migliorando i servizi e destinando le maggiori risorse possibili per un aspetto sempre più fondamentale, come la promozione. Modus operandi che vale sicuramente per le imprese del vino, ma anche per le loro rappresentanze, a partire dai Consorzi di Tutela. E va proprio in questo senso la sinergia messa in piedi dal Consorzio della Doc Sicilia (29,5 milioni di bottiglie “certificate” nel 2017, sui 26 milioni del 2016, http://siciliadoc.wine), guidato da Antonio Rallo, e quello del Cerasuolo di Vittoria Docg e Vittoria Doc (a tutela di una produzione che, nel 2017, ha raggiunto 870.000 bottiglie per la Docg e 307.000 per la Doc, +11% sul 2016, www.cerasuolovittoria.eu), che vede al vertice Massimo Maggio. In sostanza, il Consorzio di Vittoria deciderà, ovviamente, i suoi investimenti e la sua politica promozionale, mentre il Consozio della Doc Sicilia metterà a disposizione tutto il suo know how in materia di amministrazione, attività di promozione e rapporti con il Ministero delle Politiche Agricole, vigilanza e rapporti con l’Istituto Repressione frodi, e azioni a tutela del Consorzio.
“Gestire un Consorzio oggi è come gestire un’azienda privata, serve la stessa attenzione - sottolinea, a WineNews, Antonio Rallo - e per tutti è utile e necessario utilizzare il massimo delle risorse in promozione”.

In questa sinergia, che non è la prima tra consorzi del vino in Italia, ma probabilmente una delle più organiche, “per esempio condivideremo con il Consorzio di Vittoria gli stessi agenti vigilatori - spiega Rallo - che faranno i prelievi di campioni a scaffale e nei ristoranti per entrambe le denominazioni. È un attività per cui un Consorzio spende almeno 50.000 euro all’anno, e avere questa sinergia è già un grande risparmio. E non è il primo caso in cui lo facciamo, perchè per esempio su questo aspetto collaboriamo, per certe aree geografiche, con il Prosecco. Poi noi, come Doc Sicilia, abbiamo sviluppato un software per gestire i controlli, le quote sociali e per raccogliere dati che sono fondamentali per fare programmazione, e anche questo sarà messo a disposizione del Consorzio di Vittoria. Vuol dire risparmiare risorse che servirebbero per avere questi servizi internamente con maggiori costi, figure duplicate e così via, mentre così si può investire di più in promozione. Tra l’altro, in questo caso, c’è anche un gioco di promozione incrociata, perchè la maggior parte della bottiglie di Cerasuolo di Vittoria Docg ha anche il nome Sicilia in etichetta, e quindi ci aiutiamo a diffondere un valore comune che è, appunto, la Sicilia”
Insomma, una strada, quella della sinergia nelle gestione dei servizi, che si sembra voler percorrere con sempre maggiore decisione, con il caso siciliano che può essere di esempio per diversi territori del Belpaese.
“Qui in Sicilia già altre denominazioni ci hanno contattato per iniziare a ragionarci sopra - spiega Rallo - di sicuro se ci si mette insieme in maniera virtuosa va meglio per tutti”.
“La sinergia con il Consorzio Doc Sicilia dimostra la lungimiranza dei nostri produttori - dice Massimo Maggio, presidente del Consorzio di tutela Cerasuolo di Vittoria Docg e Vittoria Doc - unire le forze, riuscire a fare economia di scala nei controlli di qualità , ottenere una maggiore incisività nella promozione del brand Sicilia e del territorio di Vittoria è un modello che potrebbe essere da esempio per altri”.
Un’esperienza che, peraltro, dice ancora Rallo, “arriva anche sull’onda di un’esperienza concreta: la “Doc Sicilia” ha svolto un ruolo da traino di tutte le Doc “territoriali” che hanno in etichetta il nome della nostra Sicilia” (ovvero (Docg Cerasuolo di Vittoria, Doc Contea di Sclafani, Doc Contessa Entellina, Doc Eloro, Doc Menfi, Doc Noto, Doc Vittoria che complessivamente, nel 2017 hanno prodotto 2,3 milioni di bottiglie con una crescita di oltre il 20% sul 2016, e del 50% sul 2014).

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