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Soglia massima di 50 ettari per ciascuna domanda, divieto di utilizzo di spostare i diritti in affitto da una Regione all’altra prima di 6 anni e non solo: ecco il decreto 2018 sugli impianti viticoli, anticipato dall’Alleanza delle Cooperative

Soglia massima di 50 ettari per ciascuna domanda di autorizzazione di un nuovo impianto (che potrà essere ulteriormente ridotta dalle singole Regioni), la possibilità di garantire il rilascio di una quota minima compresa tra 0,1 e 0,5 ettari a tutti i richiedenti, qualora le richieste ammissibili dovessero risultare superiori alla superficie messa a disposizione sotto forma di autorizzazioni, come è accaduto negli ultimi due anni e, soprattutto, la possibilità di utilizzare i diritti acquisiti ottenuti a seguito di estirpazioni di vigneto in terreni gestiti in conduzione (in affitto) in una Regione diversa solo dopo 6 anni dalla data di registrazione dell’affitto: ecco le principali novità contenute dal Decreto ministeriale del 13 febbraio 2018 sulle autorizzazioni per gli impianti viticoli (per il 2018 a disposizione per l’Italia 6.685 ettari, l’1% massimo come previsto dalle regole Ue.
Lo rende noto l’Alleanza delle Cooperative.
Per la coordinatrice del settore Vino, Ruenza Sant’Andrea, “l’implementazione delle soglie introdotta dal decreto è un correttivo atteso e più che mai necessario, a testimonianza del buon lavoro condotto con il regolamento Omnibus dai deputati italiani, tra cui il corelatore, nonché vicepresidente vicario della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento Europeo, Paolo De Castro”.
Un decreto che, si legge nel testo, arriva “dopo la mancata intesa espressa dalla Conferenza Stato Regioni nella seduta dell’11 gennaio 2018”, e che, tra i criteri di priorità di assegnazione, vede premiare organizzazioni senza scopo di lucro e con finalità sociali, che lavorano su terreni confiscati alla mafia, a chi si impegna a non affittare le superfici per 5 anni, e a chi farà richieste per vigneti in terreni difficili, in forte pendenza o in terreni di montagna “almeno sopra i 500 metri di altitudine”.

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