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Sorridono ad Italia, Francia e Portogallo i dati dell’export enoico dei primi 6 mesi 2017 dell’Oemv: il vino del Belpaese, nonostante la frenata in Usa, cresce del 6,2% in volume, ad 1 miliardo di litri, e del 7,1% in valore, a 2,78 miliardi di euro

Italia
Sorridono ad Italia, Francia e Portogallo i dati dell’export enoico dei primi 6 mesi 2017 dell’Oemv

Sorridono a Italia, Francia e Portogallo i dati dell’export enoico dei primi sei mesi del 2017 raccolti e pubblicati dall’Osservatorio Spagnolo del Vino (www.oemv.es), che raccontano un’evoluzione importante sia in volume, sia, soprattutto, in valore. La Francia, che cresce di ben 491 milioni di euro (+13,3%), e l’Italia, che ha spedito 185 milioni di euro in più (+7,1%), si consolidano così come primi venditori mondiali di vino, pur rimanendo, in termini di volumi, entrambe dietro la Spagna, nonostante una crescita, anche in questo senso, del 6% per entrambe. Bene anche il Portogallo, come detto, che ha fatturato dai mercati esteri 33 milioni di euro in più nel periodo, pari ad una crescita de +10,4%.
Per la Francia, a crescere sono stati sia gli imbottigliati fermi che le bollicine, tanto a valore quanto a volume, mentre cadono le spedizioni dei vini sfusi: in concreto, le esportazioni dell’Esagono hanno toccato, nei primi 6 mesi del 2017, 712,6 milioni di litri (+5,7%) e 4,18 miliardi di euro (+13,3%), con un prezzo medio cresciuto del 7,2% a 5,87 euro al litro.
Come già raccontato da WineNews (https://goo.gl/y5mLTu), la progressione francese è merito, principalmente, del +24% registrato sul mercato Usa, ma vanno bene tutti i 12 principali mercati, con un eccellente sviluppo delle piazze asiatiche, come Singapore, Cina ed Hong Kong.
Il Belpaese, invece, cresce in tutte le categorie, con gli spumanti ancora a fare da traino, con Stati Uniti in valore e Germania in volume che si confermano come primi partner commerciali sia per l’Italia che per la Francia. Così, le esportazioni italiane superano il miliardo di litri (+6,2%) ed i 2,78 miliardi di euro (+7,1%) con un prezzo medio che passa da 2,68 euro a 2,70 euro al litro, con una sola tipologia a lasciare qualcosa in termini di prezzo, quella degli sfusi. Gli Usa, nonostante un ritmo di crescita lentissimo, restano di gran lunga il mercato di riferimento, con 700 milioni di euro di vino spedito nel primo semestre dell’anno, specie bollicine e imbottigliato, seguiti dalla Germania, a 480 milioni di euro, una piazza più focalizzata sugli sfusi.
Con vendite decisamente più modeste, il Portogallo segue però la stessa tendenza di Francia ed Italia, crescendo sia in volume che in valore, ed a prezzi medi più alti: le esportazioni di vino portoghese, così, raggiungono 139 milioni di litri (+7,4%) e 348 milioni di euro (+10,4%), per un prezzo medio di 2,50 euro al litro, in crescita di 7 centesimi. A guidare l’exploit portoghese, l’imbottigliato, che rappresenta il 78% dei volumi spediti ed il 93,5% dei valori, con la Francia come mercato di riferimento, ma il vino lusitano fa bene anche in Angola, Brasile e Stati Uniti, mentre perde qualcosa nella vicina Spagna, con la caduta degli sfusi.

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