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Spumanti protagonisti a San Silvestro: dal Trentodoc al Franciacorta, passando per lo Champagne, a WineNews la “top ten” di Roberto Anesi, miglior Sommelier d’Italia 2017. Cna: gli italiani spenderanno 750 milioni di euro per 95 milioni di bottiglie

Italia
Roberto Anesi, miglior Sommelier Italiano nel 2017

Ormai protagoniste in tutte le stagioni, non è un mistero, tuttavia, che le bollicine abbiano nelle feste di fine anno il loro picco di consumo. Tanto che, secondo una stima del Centro Studi CNA (Confederazione Nazionale Artigianato Piccola e Media Impresa), gli italiani spenderanno per il prossimo brindisi di San Silvestro 750 milioni di euro per 95 milioni di bottiglie di questa tipologia, consolidando la supremazia del made in Italy: lo spumante batterà lo champagne 10 a 1.
L’Italia offre un enorme scelta, dai Prosecco e Conegliano Valdobbiadene Superiore all’Asti, dai Metodo Classico come Franciacorta e Trentodoc, passando per l’Oltrepò Pavese, e per i tanti vitigni di antica coltivazione spumantizzati ormai in ogni parti d’Italia, per un panorama tipologico che annovera 152 Doc, 18 Docg, 17 Igt e diverse decine di altri spumanti tra varietali autorizzati, generici e di qualità.
Ed allora, WineNews, ha chiesto consiglio al miglior Sommelier d’Italia 2017, Roberto Anesi, vincitore del premio Ais-Trentodoc e Sommelier del ristorante El Pael a Canazei in Val di Fassa, che ha scelto, per la sua “top ten” del brindisi di San Silvestro, guardando soprattutto ai Metodo Classico e al rapporto qualità/prezzo, privilegiando le bollicine della sua terra, il Trentino, che rappresentano una delle punte di diamante della spumantistica tricolore. Ad aprire la selezione di Anesi un quartetto Trentodoc di tutto rispetto, formato dal Ferrari Perlé 2011, dal Methius 2010 di Dorigati, dalla Riserva 2009 di Pisoni e quella Flavio 2009 di Rotari. Per l’altro territorio di elite delle bollicine italiane, la Franciacorta, il Sommelier trentino ha selezionato il Dosaggio Zero 2013 di Arcari e Danesi, il Parosé 2012 de Il Mosnel e, tra gli “outsider” Quinto Passo Cuvée Paradiso di Cleto Chiarli. E per finire un passaggio necessario tra gli Champagne con “Les Vignes de Vrigny” di Egly-Ouriet, il Blanc de Blancs Vintage 2009 di Pol Roger e il Rosé de Saignée di Larmandier Bernier.
Tornando ai numeri, per gli spumanti italiani il trend di acquisti all’estero è in crescita oramai dal 2005, soprattutto grazie al Prosecco che in 12 anni è passato da 100 a 179 milioni di bottiglie stappate durante le Feste. Ogni 10 tappi italiani - dice l’Osservatorio Vini Spumanti Effervescenti - 6 sono di Prosecco, 2 di Asti, 1,5 di altri spumanti, molto bene il quasi “mezzo-tappo” conquistato da Franciacorta e Trentodoc, a dimostrazione del loro valore anche fuori dai confini italiani.

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