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Un Sauvignon Blanc della Sonoma County, ma senza alcool e infuso di Thc, il principio attivo della cannabis: arriva dalla California il primo esperimento di contaminazione tra nettare di Bacco e marijuana, con un rosè e uno sparkling a seguire

Italia
Arriva dalla California il primo vino dealcolato ma con aggiunta di Thc

Era, forse, solo questione di tempo: dopo l’approvazione della Proposition 64, la consultazione popolare che ha legalizzato l’uso ricreativo della marijuana nello Stato americano più economicamente importante dell’Unione, e una delle principali economie del mondo tout court, le future interazioni della produzione enoica e di quella della cannabis sono state analizzate - vuoi con preoccupazione, vuoi con interesse - da più parti dell’industria enoica globale, e proprio dalla California arriva l’annuncio del primo esperimento pratico di fusione dei due prodotti. La cantina start-up Rebel Coast Winery (www.definitelynotrebelcoastwinery.com) ha infatti annunciato il prossimo lancio sul mercato di “Rebel Coast”, un Sauvignon Blanc prodotto da uve coltivate nella contea di Sonoma al quale, dopo una fase di vinificazione convenzionale, verrà tolto l’alcol prima dell’infusione di 16 milligrammi di tetraidrocannabinolo da coltivazione biologica, per poi procedere con l’aggiunta di terpeni, gli olii essenziali che donano alla bevanda gli aromi tipici della canapa. Il vino, perché di questo stiamo parlando, non avrà un costo esattamente contenuto - 60 dollari la bottiglia in fase di pre-ordine - e verrà distribuito, a norma di legge, tramite Green Reef Distributing, una delle aziende della rete distributiva che è già pronta ad aprire i battenti nel “Golden State” per agganciarsi a un’industria, quell della cannabis e dei suoi derivati, che secondo le ultime stime varrà qualcosa come 7 miliardi di dollari nella sola California. Inoltre, i tre fondatori di Rebel Coast Winery hanno già annunciato di voler creare anche un rosé e uno sparkling sulla falsariga del loro Sauvignon Blanc “infuso”, oltre a prevedere la futura distribuzione dei loro vini in tutti gli altri Stati americani dove l’uso ricreativo della cannabis è legale, oltre che in Canada.

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