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Unicità e declinazioni del Brunello, principe dei rossi italiani, sotto la lente della scienza: è “Sentieri: un percorso di ricerca nel vitigno Sangiovese”, il convegno di Foragri e Accademia Italiana Vino per il vino simbolo della Toscana enoica

Fornire agli attori della filiera lo stato dell’arte sulle ricerche genomiche sul Sangiovese, approfondire i risvolti operativi di gestione della produzione di vino, introdurre all’interazione corretta tra vitigno e territorio, informare (con il dialogo tra produttori, ricercatori ed esperti) il ruolo della scienza nella valorizzazione dei vini a denominazione che usano il vitigno più diffuso d’Italia e, infine, verificare come le ricerche scientifiche possono aiutare nella valorizzazione di potenziali sottozone di riferimento. Ecco gli atout di “Sentieri: un percorso di ricerca nel vitigno Sangiovese”, convegno organizzato da Foragri (www.foragri.com) e Accademia Italiana Vino (www.aivv.it), di scena il 10 luglio a Roma nella Galleria del Cardinale di Palazzo Colonna.
Tra relazioni sulla variabilità fenotipica dei biotipi di Sangiovese e approfondimenti sul genoma della varietà utilizzata per creare il Brunello di Montalcino, la giornata si snoderà in un dialogo continuo tra scienziati e produttori, e includerà anche Masterclass, condotte dal wine critic Luca Gardini e dalla giornalista Veronika Crecelius, e che si focalizzeranno su sei diverse interpretazioni della denominazione più famosa del Toscana enoica.
Parteciperanno cantine più prestigiose del territorio, da Emilia Nardi (Tenute Silvio Nardi) a Giacomo Neri (Casanova di Neri), da Alessandro Mori (Il Marroneto) a Lamberto Frescobaldi (Tenuta Castelgiocondo), da Stefano Cinelli Colombini (Fattoria dei Barbi), oltre che rappresentanti di punta della ricerca scientifica applicata alla vite e al suo rapporto con il territorio, come Antonio Calò (Accademia della Vite e del Vino), Stefano Bianchi (presidente Foragri), il ricercatore Stefano Meneghetti (su Genoma della varietà Sangiovese utilizzata per il Brunello di Montalcino Docg), Paolo Storchi (Direttore del Crea.Vit. di Arezzo), Rocco di Stefano (professore di enologia dell’Università di Palermo), Vincenzo Gerbi (docente di Scienze e Tecnologie Alimentari dell’Ateneo di Torino), Davide Gaeta dell’Università di Verona.

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