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Usa: Cold Climate Wine Competition 2013 ... Spagna: 4,5 milioni di sfuso argentino ... Nz e vendemmia 2012 ... Usa: il più grande mercato ... Australia: Alternative Varieties Wine Show ... Australia & Cina: è cooperazione
di Andrea Gabbrielli

- Usa, in Minnesota l’ “International Cold Climate Wine Competition“ 2013
La conferenza e il concorso internazionale dei vini da climi freddi sarà di scena dal 21 al 23 febbraio 2013, a Saint Paul, capoluogo del Minnesota: nello stato nordamericano, confinante con il Canada, il clima è di tipo fortemente continentale con inverni molto rigidi ed estati calde ed umide. Nonostante la difficile situazione climatica, ormai da diversi anni, si coltiva la vite e si produce vino. Solo negli ultimi sette anni, l’industria vinicola locale ha contribuito con oltre 2,9 milioni di dollari, tra accise e imposte varie, al bilancio statale. Molto sviluppato anche il settore dell’enoturismo. L’Università del Minnesota, già sede di un qualificato centro di ricerca in viticoltura ed enologia, ha sviluppato quattro vitigni (Frontenac, Frontenac Gris, La Crescent,0 Marquette) particolarmente adatti alle condizioni sia meteoclimatiche che pedologiche dello Stato. Nel 2010, la superficie vitata complessiva era di 1500 acri (600 ha). Nel 2014 si stima che la produzione complessiva di vino raggiungerà i 150.000 galloni (567.000 litri). Al concorso partecipano i vini ottenuti da uve locali, ibridi francesi e americani, spumanti, vini fortificati.

- Spagna, nel primo trimestre acquistati 4,5 milioni di vino sfuso argentino
Nel primo trimestre 2012, la Spagna ha acquistato oltre 4,5 milioni di litri da vino sfuso dall’Argentina spendendo 1,48 milioni di euro. L’incremento, sullo stesso periodo 2011, è stato del 6000%: nel 2011, infatti, l’import era stato di appena 74.000 litri. Il motivo di questa impennata è il calo del prezzo del vino argentino, sceso da 5,07 $ al litro del 2011, a $ 0,41 (circa 0,33 centesimi di euro al litro di vino) dall’inizio 2012.

- Nuova Zelanda e la vendemmia 2012
Philip Gregan, direttore generale della associazione dei New Zealand Winegrowers, ha dichiarato che il calo del 19% registrato dal sauvignon blanc nell’ultima vendemmia, porterà dei benefici all’industria vinicola nazionale. Secondo un’indagine dell’organizzazione, la vendemmia 2012 di quest’uva è stata di 181.000 tonnellate, con un una riduzione di 43.000 tonnellate sul 2011, equilibrando così la produzione eccedentaria degli ultimi anni. Sempre Gregan ha espresso, invece, preoccupazione per le uve rosse e, soprattutto, per i cali del 3% delle uve cabernet sauvignon, del 25% del pinot noir e del 12% del merlot. La contrazione dei raccolti comporterà qualche battuta d’arresto nelle esportazioni di vino rosso neozelandese nel promettente mercato cinese.

- Usa, il più grande mercato di consumo di vino del mondo
Nel 2011, gli Usa sono diventati il più grande mercato di consumo dei vini del mondo. Secondo i dati dell’International Wine & Spirit Research sono stati consumati 300,6 milioni di casse (+4,2% sul 2010) contro i 297,3 milioni di casse dell’Italia (-1,2%) o i 271,6 milioni (-0,8%) della Francia. Negli Stati Uniti il 26,4% del volume totale è rappresentato dai vini tranquilli importati. Se nel 2011 i vini del Vecchio Mondo sono stati sostenuti dalla congiuntura favorevole ( + 9,1% per i vini italiani, + 5,4% per i francesi, + 8,7% per i spagnoli) i vini del Nuovo Mondo invece hanno sofferto a causa dei tassi di cambio sfavorevoli: - 4,4% per i vini cileni e -7% per i vini australiani.

- Australia, a novembre l’Australian Alternative Varieties Wine Show
Non solo Shiraz e Cabernet per la nuova viticoltura australiana: l’edizione 2012 dell’Australian Alternative Varieties Wine Show (Aavws), interamente dedicata ai vini ottenuti dai vitigni e dalle varietà alternative, sarà di scena il prossimo 9 novembre a Mildura, città del nord ovest dello Stato di Victoria. La manifestazione inizialmente (1999) curata da Stefano de Pieri, Bruce Chalmers e Rod Bonfiglioli era denominata Sangiovese Awards per poi trasformarsi in Australian Italian Wine Show (2000). Dal 2001 ha assunto l’attuale denominazione. Il successo e la crescita di popolarità del concorso si deve alla particolarità delle uve e dei vitigni che non sono di primo piano nel panorama vitivinicolo di Australia e Nuova Zelanda ma da tempo, sono delle alternative praticabili da chi vuole diversificare la produzione. In forte crescita la presenza di vitigni “italiani”.
Secondo il programma, quest’anno sono ammessi a concorrere i vini ottenuti (anche da blend) dalle uve: Aglianico, Alicante Bouchet, Aranel, Arneis, Barbera, Bianco d’Alessano, Blaufrankisch, Brachetto, Cabernet Sauvignon, Canada Muscat, Chambourcin, Chardonnay, Cienna, Cinsault, Colombard, Colorino, Dolcetto, Durif, Fiano, Friulano, Gamay, Garganega, Gewurztraminer, Graciano, Greco di Tufo (sic), Grenache, Gruner Veltliner, Kerner, Lagrein, Lambrusco, Malbec, Malian, Marsanne, Marzemino, Mataro/Mourvedre/Monastrell, Montepulciano, Muscadelle, Muscat Blanc, Muscat Gordo Blanco, Muscat/Moscato, Nebbiolo, Negroamaro, Nero d’Avola, Orange Muscat, Petit Manseng, Petit Verdot, Picolit, Pinot Grigio/Gris, Pinot Gris/Grigio, Pinotage, Prosecco, Red Fronti, Riesling, Rondinella, Roussanne, Ruby Cabernet, Sagrantino, Saint Macaire, Sangiovese, Saperavi, Sauvignon Blanc, Savagnin Blanc (Albarino), Schurebe, Semillon, Shalistin, Shiraz, St Laurent, Taminga, Tannat, Tempranillo, Teroldego, Tinta Cao, Torrontes, Touriga (Alvarelhao), Touriga Nacional, Traminer, Trebbiano, Trollinger, Vermentino, Viognier, White Frontignac, White Grenache, e Zinfandel/Primitivo. Tutti i vini devono essere prodotti da uve coltivate e vinificate in Australia e in Nuova Zelanda.
La Aavws è gestito da un gruppo di appassionati tra cui il capo dei giudici, Jane Faulkner la presidente Louisa Rose, e vari esponenti del mondo vinicolo australiano quali Bruce Chalmers, Kathleen Quealy e Mark Walpole.
Info: www.aavws.com

- South Australia e Cina, firmato un accordo di cooperazione commerciale
Il governo del South Australia (SA) e la RPC (Cina) hanno recentemente firmato un accordo di cooperazione commerciale ed economica. Il premier del South Australia Jay Weatherill, nel presentare l’intesa ha dichiarato che “per noi è fondamentale avere un rapporto con la Cina perché già sin d’ora è la nostra principale destinazione delle esportazioni e presto diventerà la più grande economia del mondo”. La Cina, infatti, rappresenta un’enorme opportunità per le esportazioni del South Australia dove la produzione vinicola è uno dei fiori all’occhiello. Nello Stato ci sono alcune delle aree più famose vocate dell’Australia tra cui Barossa, McLaren Vale, Adelaide Hills, Coonawarra, Clare Valley. Infatti, dicono gli australiani, se gli 1.3 miliardi di cinesi ogni giorno bevessero un bicchiere di vino del SA vorrebbe dire 200 milioni di bottiglie del nostro vino vendute ogni giorno. Insomma, per la difficile situazione in cui versa da qualche anno l’industria vinicola del paese, sarebbe una bella boccata d’ossigeno.

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