C’è un vitigno bianco in Abruzzo che ha rischiato di scomparire, per lungo tempo relegato al ruolo di comprimario. Si chiama Cococciola ed è una varietà autoctona dalla diffusione limitata alla provincia di Chieti, poco più di 900 ettari in tutta la regione. Oggi, grazie a cantine come Valle Martello, questo vitigno ritrova voce e dignità con vinificazioni in purezza che ne rivelano la sorprendente personalità. È un bianco fresco e piacevolmente aromatico, una scelta identitaria forte da parte dei cinque cugini della terza generazione della famiglia Masci, custodi di una tenuta di 50 ettari nel comune di Villamagna. Il nome “Brado” è una dichiarazione d’intenti: libertà, autenticità, spirito selvatico e indomito. La Cococciola, storicamente allevata in pergola, trova tra la Majella e l’Adriatico, e nei suoli misti di argille e marne calcaree, le condizioni ideali per esprimersi con finezza e personalità. Insomma un piccolo grande bianco che racconta l’Abruzzo più autentico. Nel calice, “Brado” si presenta con un luminoso giallo paglierino e riflessi verdolini. Il bouquet è ampio: fiori bianchi, agrumi, cenni tropicali e una sottile vena erbacea. La freschezza citrina è sicuramente la cifra stilistica di questo vino, insieme alla bella sapidità. È un bianco versatile, perfetto come aperitivo ma capace di esaltare anche piatti di pesce crudo, sushi, primi delicati e piatti di verdure.
(Fiammetta Mussio)
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