Un lutto per il vino mondiale: ci ha lasciato oggi a Bordeaux all’età di 78 anni Michel Rolland, l’enologo più influente della nostra epoca e primo “flying winemaker”, come produttore e come consulente (con consulenze in oltre 150 tenute in 14 Paesi, cui si aggiungono oltre 400 aziende vitivinicole che si avvalgono del laboratorio “Rolland & Associés” di Pomerol), un grande professionista che, in 60 anni di una carriera prestigiosissima vissuta da protagonista, è stato “l’uomo che ha inventato il vino moderno”, che ha nobilitato il ruolo stesso dell’enologo, e cavalcato in prima linea i decenni in cui il grande vino è diventato desiderio e simbolo delle élites del mondo. A partire dalla sua Bordeaux, prima, ma passando anche per California, Argentina, Cile, Italia e non solo, con consulenze e collaborazioni come quelle con la Caprai, leader ed autentico faro del territorio del Sagrantino di Montefalco, la meravigliosa Tenuta di Biserno a Bolgheri della famiglia Antinori, oggi condotta da Niccolò Marzichi Lenzi, o la nuova star bolgherese, Tenuta del Nicchio di Lodovico Antinori e della figlia Sophia, o, ancora, quelle passate per realtà come Ornellaia e Masseto, oggi di proprietà della famiglia Frescobaldi, ancora a Bolgheri.
Un “campione” assoluto del mondo del vino, ma anche un acuto osservatore e spesso un anticipatore di tanti cambiamenti del settore, con il quale confrontarsi, per WineNews, era ormai diventata una piacevole consuetudine, nei nostri annuali incontri tra i vigneti dell’Umbria (come l’ultimo, nel quale abbiamo raccolta la sua visione sul mondo del vino di oggi).
Dove Marco Caprai lo ricorda come “colui che ha creato il vino moderno: se oggi nel mondo si producono tanti vini buoni come non mai, il merito è di Michel Rolland. Con il grande critico Robert Parker, fondatore di “The Wine Advocate” e del “100 point system”, sono stati coloro che, per primi, a partire dagli Anni Settanta del Novecento, hanno cambiato il gusto del vino mondiale, rivoluzionando il nostro settore. Era davvero un signore, una persona con una vastissima educazione ed un grande talento, curioso, ironico, amava i piaceri della vita e cercava sempre il meglio, nel vino e non solo”.
“Un monumento dell’enologia mondiale - commenta, commosso, a WineNews, Lodovico Antinori (oggi produttore con Tenuta del Nicchio, e amico storico di Michel Rolland, primo a chiamarlo in Italia, con il quale ha lavorato dagli Anni Novanta del Novecento, con Ornellaia, Masseto, Biserno, ndr)”.
Adieu Monsieur Rolland. (are)
Copyright © 2000/2026
Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit
Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026