I “Super Tuscan” sono una tipologia di vino che ha segnato indelebilmente il “rinascimento enoico” della Toscana, proiettando i vini della regione nell’olimpo mondiale. A raccontarlo e ricordarlo, la degustazione firmata, oggi a Vinitaly 2026 a Verona, dal “Comitato Historical Super Tuscans”, fondato nel 2021, e che riunisce le cantine che hanno fatto nascere i “Super Tuscan” più significativi del territorio del Chianti Classico, con Paolo Panerai (Domini di Castellare) alla presidenza e 16 soci fondatori (San Felice, Marchesi Antinori, Montevertine, Castello di Monsanto, Castellare di Castellina, Isole e Olena, Badia a Coltibuono, Querciabella, Castello di Fonterutoli, Ambrogio & Giovanni Folonari, Riecine, Fèlsina, Castello di Volpaia, Castello di Ama, Castello di Albola e Brancaia). Una degustazione guidata dalla giornalista enoica Michelle Cherutti-Kowal, presidente per la Toscana dei “Decanter World Wine Awards”.
Certo, la capacità di lettura del proprio territorio d’origine è più evidente specialmente nel caso dei vini a prevalenza Sangiovese, capaci di offrire più sapore e serbevolezza, anche in un’annata, la 2021, non certo da annoverare tra le più fresche del recente passato, e dove i vini a base Sangiovese hanno, probabilmente, espresso con migliore definizione i loro rispettivi terroir di provenienza, cogliendo al contempo le nuove tendenze stilistiche, caratterizzate da una ricerca sempre più accentuata di freschezza e bevibilità, peraltro, presenti, anche se in misura più contenuta, nel sorso dei vini più in debito con le varietà internazionali. Ma al di là di questo elemento per certi versi consolidato, a colpire è la capacità di un primo gruppo di vini di saper meglio dosare i legni di maturazione, ancora, probabilmente, in molti casi un po’ in esubero e forse ancora troppo dipendente dai formati più piccoli (barrique e tonneau).
Negli assaggi WineNews spicca il Fabrizio Bianchi Sangioveto, del Castello di Monsanto, Sangiovese in purezza dai profumi intriganti che alternano terra, frutto e richiami alla pietra focaia, ad anticipare un sorso vivace, saporito e molto lungo. Altrettanto ben riuscito il Sangioveto di Badia a Coltibuono, Sangiovese in purezza, concepito a partire da una interessante delicatezza aromatica nei suoi rimandi fruttati, accesi da lampi di grafite. In bocca, il sorso è saporito e continuo, terminando con un finale con qualche accenno più caldo. Molto buono il Camartina di Querciabella, blend a base di Sangiovese e Cabernet Sauvignon dagli aromi capaci di fondere i richiami alla ciliegia con i bordolesi tocchi pirazinici, a confluire in un sorso dinamico e vivace. Goloso e profumato La Gioia di Riecine, anch’esso Sangiovese in purezza, dai tratti aromatici ferrosi e dalla piacevole apertura del frutto, ad accompagnare un sorso polposo e sempre tonico. Benché non manchino i rimandi alle spezie, esce poi un piacevole insieme aromatico di piccoli frutti rossi e terra nel naso del Pergole Torte di Montevertine, dal sorso succoso e pieno e dal finale in cui il tannino reclama la sua energia. Ben profilato nei profumi e dalla progressione gustativa bilanciata L’Apparita del Castello di Ama, Merlot in purezza.
Non manca di potenza il Balifico del Castello di Radda, uvaggio a base di Sangiovese e Cabernet Sauvignon, dai rimandi al cioccolato e alla frutta matura, con il sorso a muoversi polposo e intenso. Terra, frutti rosso maturi e una buona dose di rimandi speziati nel Cepparello di Isole e Olena (Gruppo Epi), Sangiovese in purezza dal sorso tendenzialmente caldo e dall’articolazione tannica fitta. Polvere di caffè e frutto rosso maturo per i profumi dell’Acciaiolo del Castello di Albola (Gruppo Zonin1821), Cabernet Sauvignon in purezza dalla bocca di buon peso e articolazione. Rimandi ai fiori appena appassiti e alle spezie negli aromi de I Sodi di San Niccolò di Castellare di Castellina, Sangiovese con una piccola quota di Malvasia Nera dal sorso tendenzialmente dolce e intenso. Frutto maturo, vaniglia e tabacco nel naso del Fontalloro di Fèlsina, Sangiovese in purezza dal sorso scorrevole ma non privo di articolazione tannica marcata marcata. Cioccolato, vaniglia e tabacco sono prevalenti nel naso del Cabreo di Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute, blend a base di Sangiovese, Merlot e Cabernet Sauvignon, dal sorso compatto e serrato. Profuma di frutta rossa matura e confetti Il Blu di Brancaia, Merlot, Sangiovese e Cabernet Sauvignon dallo sviluppo gustativo pieno e continuo. Aromi dolci e intensi per il Concerto del Castello di Fonterutoli-Mazzei, Sangiovese e Cabernet Sauvignon che trova dolcezza anche nella sua progressione gustativa. Rigoglioso il fruttato maturo del naso del Vigorello di San Felice (Gruppo Allianz), Pugnitello, Merlot, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot, dal sorso dolce, caldo e cremoso. Spezie, cenni di torrefazione e tabacco a rifinire il fruttato maturo del Tignanello di Marchesi Antinori, Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, dall’articolazione gustativa morbida e continua.
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