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“NEL MERCATO MONDIALE E’ IL MOMENTO DEI VINI ITALIANI E VENETI AUTOCTONI E DI QUALITÀ”. COSI’ LA PENSA L’ASSESSORE DEL VENETO, MANZATO. IL RUOLO STRATEGICO DI VERONAFIERE. LA REGIONE VENETO RIPRISTINA LA CLASSIFICAZIONE DELLE VARIETÀ DI VITI

“Nel mercato mondiale è il nostro momento: quello dei vini italiani e veneti autoctoni e di qualità. Dobbiamo fare soprattutto ora il massimo sforzo per valorizzare le nostre tipicità e far conoscere i nostri prodotti, in Europa e nel mondo intero, comunicando trasmettendo il valore aggiunto dei nostri vini, capaci di dare soprattutto ai giovani un mix insuperabile di innovazione nella tradizione”. Lo ha detto, a Winenews, l’assessore all’agricoltura della Regione Veneto, Franco Manzato, che ha partecipato a Forum internazionale “Vinum Loci” sull’evoluzione del mercato del vino, di scena ieri a Soave, dove il docente dell’Università di Padova Vasco Boatto ed il professor Attilio Scienza (Università di Milano) hanno posto l’attenzione “non tanto sulla produzione enologica nazionale quanto sulle possibilità di vendita e di conquistare mercati, con l’obiettivo di definire un piano strategico integrato di filiera in grado di inserire la produzione enologica italiana all’estero nella gdo”.

“Lo sforzo della Regione Veneto, dando per scontata la qualità come prerequisito, è di dotare gli agricoltori degli strumenti necessari per costruire un sistema di aziende coordinato e con obiettivi condivisi. Oltre alla regia regionale - continua Manzato - penso anche ad un ipotetico ruolo strategico di altre realtà, a partire da VeronaFiere. In ogni caso, come Veneto siamo diventati la prima regione esportatrice di vino con quasi il 30 per cento di quantità e valore sul totale nazionale, siamo i maggiori produttori di vini autoctoni a denominazione, abbiamo molte carte da giocare con una enologia che ha una tradizione millenaria ma che presenta in questo momento le maggiori novità mondiali. I grandi gruppi multinazionali - spiega ancora Manzato - stanno puntando sul vino ma delocalizzando la produzione in zone agevolate dal punto di vista della burocrazia e dei costi, separando vinificazione e produzione dell’uva. È un’ulteriore sfida alla quale il nostro sistema deve rispondere evidenziando la differenziazione e il valore dei prodotti di territorio, con l’appoggio delle istituzioni regionali, nazionali e sovranazionali. Noi vogliamo essere della partita”.

Ma, dalla Regione Veneto, arriva un’altra novità: è stata ripristinata la classificazione delle varietà di viti di uva da vino ammesse alla coltivazione nelle sette province della Regione. “Non è un semplice atto burocratico - sottolinea l’assessore all’agricoltura Manzato - perché con quel provvedimento viene fatta una sorta di mappatura ordinata, con la quale vengono specificate le tipologie di uva da vino delle quali si autorizza la coltivazione in ogni Provincia del territorio regionale, con l’obiettivo di assicurare ad un tempo innovazione e tutela delle tradizioni per quanto riguarda la produzione di vini di qualità del Veneto. A questo riguardo - prosegue Manzato - voglio sottolineare i confini di coltivazione della varietà “Moscato giallo”, che riguarda le Province di Padova, Vicenza e Verona. In questi territori provinciali il vitigno ha storicamente trovato uno dei suoi ambienti di coltivazione ideale. In provincia di Padova il Moscato Giallo è diventato un ‘must’, che si è guadagnato dalla vendemmia dello scorso anno, meritoriamente, la Denominazione di Origine Controllata e Garantita come ‘Colli Euganei Fior d’Arancio’. Nell’areale euganeo questa varietà presente da secoli ha conosciuto un crescente sviluppo soprattutto negli ultimi due decenni e viene coltivata su superfici individuate in zone particolari, destinate ad ottenere una tipologia di vino pressoché unica. Poiché vogliamo caratterizzare in misura sempre maggiore le nostre produzioni tipiche e difenderle da possibili imitazioni - conclude l’assessore regionale - come Regione abbiamo ritenuto indispensabile confermare le attuali limitazioni e salvaguardare i prodotti autoctoni”.

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