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L’OBIETTIVO EXPO 2015, LE CERTEZZE DEL VINO, DALL’EXPORT A VINITALY, LE OPPORTUNITÀ DEL TESTO UNICO DEL VINO, DELL’OCM E DI UN “MINISTERO APERTO”, LE SFIDE: SINERGIA VINO-TURISMO-CULTURA E MERCATO INTERNO. LA “FOTOGRAFIA” DELL’ITALIA DI BACCO

Italia
Paolo De Castro e Maurizio Martina

L’obiettivo, ovvio ed immancabile, è l’Expo 2015. Le certezze sono il vino italiano e la sua filiera, che continua a crescere nonostante tutto, a livello economico, grazie all’estero (ed è il modello da “copiare” per tutto l’agroalimentare, secondo il presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Ue, Paolo de Castro), e VeronaFiere, che in questa crescita dell’export, con Vinitaly e Vinitaly International, si conferma il partner n. 1 dei produttori del Belpaese. Le opportunità per migliorare ancora sono tante. A partire dal “Testo unico del Vino”, di cui ci sono da definire ancora aspetti importanti, ma che a breve inizierà la sua strada di discussione in Parlamento e che sarà un passo fondamentale “perché dobbiamo smettere di far impazzire le imprese”, ha detto il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina. Passando, poi, per un Ministero delle Politiche Agricole “non chiuso nel palazzo, ma aperto al confronto e ai contributi di tutte le anime della filiera”, come ha detto lo stesso Ministro, ma anche dai tanti fondi Ocm che, ha aggiunto Martina, “è ora di iniziare davvero ad utilizzare tutti, e bene, per operazioni sistemiche e strategiche, e non sperperate in individualismi e mille rivoli”. I nodi da sciogliere, sempre i soliti: la messa a sistema del traino del vino con l’enoturismo e la cultura dei territori, ha ricordato Martina (passaggio particolarmente apprezzato da Daniela Mastroberardino, presidente Movimento Turismo del Vino), il consolidamento delle partnership nazionali ed internazionali già individuate e avviate, ma anche il rilancio di un mercato interno la cui enorme sofferenza è stata, fino ad oggi, compensata dall’export, ma che non può essere più ignorata a lungo, visto che rappresenta non solo il 50% del business del vino italiano, ma anche il mercato in cui si forma l’identità del prodotto-vino, che anche in base a questa ha successo all’estero (oltre 5 miliardi di export nel 2013). È la fotografia scattata nella presentazione di Vinitaly n. 48 (6-9 aprile, Verona, www.vinitaly.com), la prima che ha visto la partecipazione di un Ministro dell’Agricoltura. E questo, per quel che vale, è già un segnale positivo ...

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