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BILANCIO

Signorvino, il fatturato 2022 a quota 55 milioni di euro: il 35% dall’enoteca, boom dell’e-commerce

L’identikit del cliente: uomo, 40enne, wine expert. La clientela femminile premia la cucina, e il 30% ha meno di 30 anni
E-COMMERCE, ENOTECA, FATTURATO, OSSERVATORIO SIGNORVINO, RISTORAZIONE, SIGNORVINO, Italia
Federico Veronesi e Luca Pizzighella, alla guida di Signorvino

La previsione di fatturato 2022 di Signorvino supera le attese, ed arriva a 55 milioni di euro, grazie a più di 1,8 milioni di bottiglie vendute - tra retail, e-commerce (che chiuderà con un +50% di incassato rispetto al 2021), bottiglie al tavolo e in mescita. È il dato più rilevante emerso dall’Osservatorio Signorvino, l’indagine presentata ieri dalla più grande catena di enoteche d’Italia - guidata da Federico Veronesi, e arrivata a contare 28 punti vendita - capace di fornire indicazioni importanti sui trend del comparto vinicolo italiano. I dati economici derivanti della frequenza d’acquisto misurata sul 2022 e dall’importo medio dello scontrino, rivelano che al ristorante la spesa media è di 57 euro, quella in enoteca sale a 59 euro, mentre lo scontrino medio arriva ai 63 euro degli acquisti combinati su entrambi i canali, sino a spingersi ai 97 euro per l’e-commerce, dato di assoluto rilievo.
Anche la frequenza annuale degli acquisti contribuisce a tracciare in maniera chiara i comportamenti del cliente tipo, evidenziando come gli appassionati scelgano di tornare più volte da Signorvino, in particolare per gli acquisti e-commerce (2,5 volte l’anno) e soprattutto per vivere in maniera completa l’esperienza, scegliendo sia il ristorante che l’enoteca (5,4 volte l’anno), dato che raggiunge il suo apice quando si osserva il comportamento dei “wine expert” (7,5).

L’identikit del cliente di Signorvino, che emerge dall’interpretazione dei dati raccolti sui tre canali di vendita - ristorazione, enoteca e e-commerce - è quello di un uomo (58%), 40enne, wine expert, con una propensione all’acquisto online, ma l’esperienza di acquisto si sviluppa spesso su più canali. Cresce, inoltre, l’interesse della clientela femminile, che predilige degustare i vini in abbinamento ai piatti della cucina di Signorvino (45%), mentre retail ed e-commerce fanno registrare una maggiore presenza maschile (63%). Significativo anche il dato generale, che pone al primo posto l’enoteca (42%), seguita dalla proposta ristorativa (36%) e da una importante percentuale di clienti che scelgono entrambi i canali (22%), e il riscontro della clientela under 30, in costante aumento, e che attualmente rappresenta il 30% dei clienti di Signorvino.

Il canale enoteca, che generalmente pesa un 35% sul giro d’affari totale (sul 65% della ristorazione), nei mesi di novembre e dicembre arriva a pesare fino al 45%-50%, a dimostrazione di come Signorvino sia oramai riconosciuto come un vero e proprio punto di riferimento in città per acquistare la bottiglia giusta per ogni occasione, soprattutto a Natale.
Interessante anche osservare le diverse preferenze d’acquisto nell’ambito dei vini pregiati, in enoteca e al tavolo. I fine wines più venduti in enoteca sono stati il Tignanello di Marchesi Antinori, l’Amarone della Valpolicella di Bertani, il Bolgheri Rosso di Guardo al Tasso (Marchesi Antinori), il Trentodoc Giulio Ferrari Riserva del Fondatore Ferrari ed il Sassicaia di Tenuta San Guido. Al tavolo, nella top five troviamo, invece, il Trentodoc Giulio Ferrari Riserva del Fondatore Ferrari, il Valpolicella Classico Superiore di Giuseppe Quintarelli, Le Serre Nuove dell’Ornellaia di Tenuta dell’Ornellaia Frescobaldi), il Tignanello di Marchesi Antinori ed il Franciacorta Cabochon di Monte Rossa.

“Dieci anni fa abbiamo trasformato in realtà il desiderio di lanciare una catena di enoteche con cucina che era un modello non presente sul territorio italiano. Nel tempo, da catena, siamo diventati un solido brand. Un brand che porta avanti la dinamica del vino al centro, un’enoteca inclusiva e non boutique, un luogo dove conoscere e vivere il vino. Accogliamo chi non è esperto, ma anche chi se ne intende. È un luogo aperto a 360°, un luogo per tutti. I risultati quest’anno sono stati positivi, notiamo sempre un interessamento sempre maggiore nel vino ma siamo convinti che possiamo ancora migliorare. Infine, le prossime aperture all’estero, ci permetteranno di affrontare nuovi stimoli e raggiungere traguardi ancora più importanti”, commenta il general manager Signorvino, Luca Pizzighella. A partire dall’espansione all’estero, obiettivo dichiarato da tempo, con Parigi nel mirino, la meta più ambiziosa della strategia di Sandro Veronesi, che punta anche al Sud Italia e poi a Polonia e Repubblica Ceca.

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