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MERCATI

Made in Italy al top anche grazie ai distretti agroalimentari, export a +15% sul 2021

Monitor Intesa Sanpaolo: nei primi 6 mesi 2022 hanno totalizzato 12,5 miliardi di euro. Inflazione e guerra non sembrano incidere sulle vendite
CIBO, DISTRETTI, INTESA SANPAOLO, vino, Italia
Paesaggio delle Langhe, che fanno parte del distretto Vini di Langhe, Roero e Monferrato

Continuano a crescere, nel primo semestre 2022, le esportazioni dei distretti agro-alimentari italiani: secondo il Monitor curato dalla Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo, i 51 distretti analizzati hanno totalizzato quasi 12,5 miliardi di export nel primo semestre 2022, il 15% in più del 2021 e il 32,1% in più sullo stesso periodo del 2019. I rincari energetici e le tensioni geopolitiche non sembrano avere effetti sulle vendite oltre confine dei prodotti agro-alimentari italiani, sempre più apprezzati all’estero come sinonimo di qualità e sicurezza.
Le esportazioni sono in crescita verso tutti i principali mercati di destinazione: crescono i flussi verso la Germania, primo mercato di sbocco (+7,4% nel primo semestre del 2022), in incremento i flussi verso gli Stati Uniti (+14,7%), buoni risultati anche verso la Francia (+16,7%), riprendono a crescere anche le vendite sul mercato britannico (+15,8%), Continuano a incrementarsi le vendite verso le economie emergenti, che nel complesso raggiungono la soglia del 20% sul totale delle esportazioni distrettuali agro-alimentari.
Per contributo alla crescita, oltre a quelli di pasta e dolci, si distinguono i distretti vitivinicoli: il più importante per valori esportati, con oltre 1 miliardo nei primi sei mesi del 2022, è quello dei Vini di Langhe, Roero e Monferrato, +5,7% rispetto allo stesso semestre del 2021. La migliore performance viene invece dal Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene, con un progresso di oltre 120 milioni nel semestre (+32,6%). L’evoluzione positiva riflette quella dell’export agro-alimentare italiano nel suo complesso che, dopo il record del 2021 (oltre 50 miliardi di euro di esportazioni), segna nel primo semestre del 2022 una crescita del 18,9%. Secondo Coldiretti, se il trend di crescita sarà mantenuto, l’export agroalimentare italiano nel mondo raggiungerà i 60 miliardi entro la fine del 2022. Stesso trend eccezionale per il vino: secondo Federvini, quest’anno, si dovrebbe chiudere con il record di 8 miliardi di euro nelle esportazioni di vino italiano.
Il risultato del Monitor risente in parte della dinamica inflattiva: l’indice dei prezzi praticati sul mercato estero dall’industria alimentare italiana è cresciuto infatti nel primo semestre del 2022 del 10,8% rispetto allo stesso periodo del 2021, con punte del 22% per oli e grassi, mentre per le bevande l’incremento è stato più contenuto (+3,9%; +4,1% per i vini). Sulla seconda parte dell’anno pesano le incognite relative all’evoluzione dei costi energetici e dei consumi, e agli effetti dei cambiamenti climatici come siccità ed eventi estremi che stanno interessando molti settori produttivi dell’agricoltura e della trasformazione alimentare.
“Si conferma il successo all’estero - spiega Massimiliano Cattozzi, responsabile Direzione Agribusiness - dei prodotti agroalimentari italiani, anche in un contesto delicato come quello attuale. Siamo in dialogo costante con le aziende di questo comparto per supportarle nel far fronte all’incremento dei costi delle materie prime e dell’energia. In parallelo stiamo potenziando anche gli interventi per promuovere le transizioni green e digitale cogliendo le opportunità dei bandi del Pnrr, così come l’accesso ai mercati esteri grazie ai prodotti dedicati e alla nostra rete internazionale”.
I distretti della pasta e dolci sono quelli che hanno contribuito maggiormente alla crescita nel primo semestre del 2022, superando 1,9 miliardi di export in valore, (+23,4%), una filiera tra le più energivore che sta risentendo anche degli incrementi di prezzo di molte materie prime agricole (frumento in primis), trasferendo in parte i maggiori costi sostenuti sui listini. Tra i distretti della filiera, si distingue in particolare il comparto Pasta dell’Alimentare di Parma, con 119 milioni di euro in più sul primo semestre del 2021 (+27%), con crescite a doppia cifra anche per i Dolci di Alba e Cuneo (+12,7%), i Dolci e Pasta veronesi (+16,3%), la Pasta di Fara (+36,5%) e i comparti Pasta dell’Alimentare Napoletano (+47,4%), dell’Alimentare di Avellino (+23,4%) e dell’Olio e Pasta del Barese (+40,6%). Per contributo alla crescita si distinguono i distretti vitivinicoli, che superano i 3,2 miliardi di euro di export in valori correnti, 361 milioni in più sul primo semestre del 2021(+12,6%). Il distretto più importante in termini di valori esportati, con oltre 1 miliardo nei primi 6 mesi 2022, è quello dei Vini di Langhe, Roero e Monferrato, che ha registrato un progresso del 5,7% sullo stesso semestre del 2021. Registrano un’ottima evoluzione anche i Vini del Veronese (+11,6%) e i Vini dei Colli Fiorentini e Senesi (+15,8%), ma al top c’è il Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene (+32,6%).
La filiera dei distretti agricoli cresce complessivamente del 4,3% nel primo semestre del 2022, con il maggior contributo dal distretto dell’Ortofrutta del Barese, che passa dai 126 milioni del primo semestre del 2021 a 262 milioni dello stesso periodo del 2022. Oltre all’Ortofrutta romagnola soffrono anche le Mele del Trentino, la Nocciola e Frutta Piemontese e il comparto agricolo dell’Ortofrutta e Conserve del Foggiano. Crescite diffuse per i distretti delle conserve: le Conserve di Nocera hanno registrato un +18,9%; per le Marmellate e Succhi di Frutta del Trentino-Alto Adige +30,1% e per i comparti conserve dell’Alimentare Napoletano +32,1% con l’Alimentare di Parma +25,8%. Unica eccezione il comparto Conserve dell’Ortofrutta e Conserve del Foggiano che continua a perdere terreno sui mercati esteri (-6,4% nel primo semestre del 2022). Per i distretti delle carni e salumi, alla forte crescita dei Salumi del Modenese (+22,8%) si contrappone il calo delle Carni di Verona (-12,1%) con boom di vendite sui mercati esteri per i Salumi di Reggio Emilia (+49,9%). Anche tra i distretti del lattiero-caseario si registrano performance altalenanti. Il primo distretto per valori esportati, il Lattiero-Caseario della Lombardia sud-orientale, dopo l’ottimo risultato del 2021 (+15,4%), chiude il primo semestre del 2022, con una crescita del 22,9%. Dinamica simile anche per la Mozzarella di Bufala Campana (+27,1%) e per il Lattiero-caseario Parmense (+16,1%), mentre si registra una contrazione per il Lattiero-Caseario di Reggio Emilia (-3%) e per il Lattiero-Caseario Sardo (-5,5%). Forte accelerazione per i distretti dell’olio (+33,9%), che si accompagna però a un elevato incremento dei prezzi sui mercati esteri per la produzione di oli e grassi (+22%). Il distretto dell’Olio Toscano chiude il primo semestre del 2022, con un +32,3%. Molto positivi i risultati anche dell’Olio Umbro (+35,9%) e del comparto Olio dell’Olio e Pasta del Barese (+43,4%). I due distretti del riso si muovono all’unisono: il Riso di Vercelli registra una crescita del 23,5%, con stessa dinamica anche il Riso di Pavia (+39,7%). Nella filiera del caffè, tutti i distretti proseguono il trend positivo del 2021: il distretto del Caffè, Confetterie e Cioccolato Torinese (+22,2%), il Caffè di Trieste (+28,3%) e il Caffè e Confetterie del Napoletano (+17,2%). Recupera i livelli pre-pandemia anche il distretto dell’Ittico del Polesine e del Veneziano (+19,1%; +8,4% rispetto al primo semestre del 2019).

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