Un vino sì, “molto richiesto nei ristoranti come il mio anche dal pubblico internazionale - dice Chiara Pavan, chef dello stellato Venissa della famiglia Bisol sull’isola di Mazzorbo-Burano - per il suo carattere fresco, leggero e profumato, per gli abbinamenti e il forte legame con il territorio”, ma anche un “gesto conviviale” e un “linguaggio sociale”, che lo ha fatto diventare un vero e proprio fenomeno culturale inclusivo, secondo l’esperto di costume Pino Strabioli (che abbiamo intervistato), capace di intercettare le tendenze, e diventare, così, un’icona contemporanea dell’italianità, in Italia e nel mondo (e che anche WineNews ha analizzato in un “Elogio della leggerezza” agli “Stati Generali” delle bollicine venete, ndr): è il Prosecco, raccontato, in un viaggio nella storia del vino e dell’Italia, tra costumi che cambiano, rivoluzioni del gusto, riti sociali, memoria collettiva e visioni di impresa, in epoche diverse - economiche, culturali ed imprenditoriali - ieri, al Teatro Gerolamo a Milano, nei 100 anni della storica casa spumantistica Valdo Spumanti, fondata dalla famiglia Bolla nel 1926 a Valdobbiadene, nel cuore delle Colline del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, oggi Patrimonio Unesco.
Una cantina storica con “una vita vivace”, ha detto Pierluigi Bolla, presidente Valdo Spumanti (il cui nome è, curiosamente, un omaggio a Valdobbiadene dove nasce l’eccellenza del Prosecco Superiore, e che oggi fa parte dei Marchi Storici Italiani), da tre generazioni guidata dalla sua famiglia - che, nel 1883 aveva addirittura una locanda a Soave, ha ricordato il giornalista Giulio Somma - citando il claim di una campagna pubblicitaria degli Anni Novanta. Una vita aziendale, ha aggiunto Bolla, nella quale “abbiamo sempre guardato al cambiamento con ottimismo, portando, con la freschezza di un perlage unico, gioia e positiva leggerezza anche nei tanti momenti di vita quotidiana” che è, poi, il segreto del successo del Prosecco. Che, nel caso di Valdo, al futuro, in un contesto di mercato in evoluzione, guarda con l’acquisizione del 100% de I Magredi (della quale la casa spumantistica di Valdobbiadene deteneva già il 20% del capitale, e con un investimento di 10 milioni di euro), 65 ettari di vigneti e un patrimonio vitivinicolo di grande valore, destinato allo sviluppo di nuovi progetti enologici tra vini fermi, Metodo Charmat e Metodo Classico nelle Grave del Friuli, e con Valdo Purø-Alcohol Free Blanc de Blancs, nuova proposta dealcolata che interpreta le tendenze contemporanee.
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