Ci sono cantine vinicole, cooperative agricole, alimentari, agriturismi, hotel e strutture di hospitality in generale, tra le 19 insignite degli “Oscar dell’Ecoturismo”, l’iniziativa promossa da Legambiente, in collaborazione con Pefc Italia e Uncem, e assegnati, nei giorni scorsi, nel salone “Fa’ la cosa giusta” di Milano, che ha incrociato le migliori proposte per un “altro turismo” fatto di sostenibilità, rispetto per l’ambiente, gestione forestale e cura del turista e sviluppate in sinergia tra imprese ed enti locali.
A partire dalla cantina Fra i Monti, a Terelle (Frosinone), nata dopo aver acquistato vigneti abbandonati fino a 1.000 metri sul livello del mare e che porta avanti una coltivazione interamente biologica - con cultivar autoctone come Maturano, un vitigno bianco quasi completamente estinto, e Semillion, importato dalla Francia in epoca napoleonica - e con un approccio biodinamico fatto di vinificazione spontanea, lieviti indigeni e affinamenti in anfore, e che oltre al vino produce anche olio, sottoli e birra di castagne provenienti dal proprio castagneto. Restando nel Frusinate, premiata anche La Bottega Parlante, negozio di alimentari e spazio co-working situato nel piccolo borgo montano di Settefrati, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, che offre cibi e bevande del territorio, generi alimentari freschi e genuini, e prodotti per la casa eco-friendly, oltre ad organizzare aperitivi, merende e picnic, promuovendo pratiche sostenibili per ridurre l’impatto ambientale.
Dal Lazio alla Campania, la regione più premiata in assoluto. Si trova nel Parco Nazionale del Vesuvio la cantina Vigna delle Rose - Casa Setaro che persegue la salvaguardia ambientale e il recupero e valorizzazione del paesaggio attraverso 18 ettari vitati su suoli vulcanici a diversa altitudine ed esposizione, coltivati in regime biologico e con sole varietà autoctone. Così come l’azienda agricola Le Prelibatezze di Nonno Luigi, che, senza pesticidi e diserbanti, produce marmellate, miele, conserve di pomodoro, vin cotto, crema di castagne, verdure in foglia, radicchio, scarole, cipolle, aglio, zucca, zucchine, fagioli, oltre al Pomodorino del Piennolo Dop e il Pomodoro Pacchetella Dop. Premiata anche la Cooperativa Cilento, protagonista di varie attività, come corsi nella Biofattoria Didattica ed esperienze di gusto al Ristorante Al Frantoio, parallelamente alla produzione di prodotti di qualità tramite agricoltura organica e rigenerativa, e che vanta anche un frantoio all’avanguardia per la realizzazione di un olio d’oliva a denominazione Dop Cilento. Così come l’agriturismo Porta Sirena, a Paestum (Salerno), a due passi dall’area archeologica, che coniuga ospitalità, ristorazione legata alla tradizione, produzione casearia di eccellenza e un allevamento di bufale, mentre a Tortoreto (Teramo), c’è Terra di Ea, cooperativa che fonde agricoltura naturale, cibo sano, cultura, arte e convivialità con 30 ettari tra parco sensoriale, orto biologico, uliveto, vigneto, fattoria degli animali, attività pedagogiche e formative, ristorante e 5 appartamenti: produce miele, vino e pane con grani antichi, tutto certificato biologico.
In Piemonte, a Viola Castello (Cuneo), ecco l’Azienda Agricola Marco Bozzolo - che fa parte della Comunità Slow Food “Custodi dei Castagneti delle Alpi Liguri” - impegnata da sempre nella castanicoltura: ogni generazione che si è succeduta ha, infatti, custodito i segreti del lungo processo di essiccazione delle castagne nel rispetto dell’antica tradizione che, ancora oggi, avviene nell’essiccatoio originale, una costruzione dell’Ottocento in pietra e legno completamente ristrutturata nel 2018. E che gestisce e controlla tutta la filiera produttiva, dalla conduzione dei castagneti alla raccolta, selezione e trasformazione fino al confezionamento e alla commercializzazione.
Due, invece, le attività premiate in Veneto: l’Azienda Agricola Damòs (già Bandiera Verde di Legambiente), a Valle di Cadore (Belluno), che, oltre a ospitalità e produzione di prodotti agricoli, organizza anche attività didattiche, escursioni ed arrampicate nella vicina falesia - e la struttura di hospitality Natiia Wine Relais, a Lazise (Verona).
Si trovano in Sardegna Ammentos, progetto di ospitalità diffusa nel borgo medioevale di Posada (Nuoro), con ricadute economiche sulla comunità (dalla sua apertura sono sorte in paese una gastronomia, un bar, una pizzeria e una gelateria), e Limolo House 56 Green a Cabras (Oristano), progetto di ospitalità sostenibile che integra accoglienza turistica, bioarchitettura ed educazione ambientale.
Riconoscimenti anche in Lombardia per EcoOstello Interflumina - Cascina Sereni nel Parco Golena del Po, a 1 km dal centro di Casalmaggiore (Cremona), che integra sport, salute e inclusione con itinerari e attività pedagogico-didattiche e prevede un uso sperimentale dei campi circostanti, con coltivazioni mirate sia alla produzione di alimenti per la cucina dell’EcoOstello, sia alla sensibilizzazione e formazione dei visitatori, che comprendono verdure, cereali e frutta, e per l’Hotel Funivia a Bormio (Sondrio) nel Parco Nazionale dello Stelvio con proposte per sport, benessere e relax e focus sul cicloturismo.
E, ancora, in Trentino, all’Hotel Bertelli a Madonna di Campiglio (Trento) che da 40 anni lavora in ottica di sostenibilità utilizzando energia green e sostenendo le produzione agroalimentari locali, il Consorzio Forestale del Matese, a Campobasso, in Molise, che promuove la valorizzazione turistica e dei servizi per le attività outdoors e il ripristino dei sentieri forestali, Sibaritide Turismo, piattaforma di promozione territoriale che a Corigliano Rossano (Cosenza), in Calibria, mette in rete esperienze, itinerari e servizi che favoriscono un turismo lento, consapevole e rispettoso dei luoghi, la cooperativa Palma Nana, a Palermo, in Sicilia, da 40 anni attiva nel settore del turismo sostenibile e sociale, e Fontes Episcopi, bioresort ad Agrigento che, seguendo il motto “ricicla, riusa, riduci”, porta avanti un orto biologico, cucine tradizionali a chilometro zero e una Spa ricavata dal palmento originale e che ha da tempo bandito la plastica all’interno della struttura.
“Le esperienze che ottengono gli “Oscar dell’Ecoturismo - ha evidenziato Sebastiano Venneri, responsabile nazionale Turismo di Legambiente e coordinatore del progetto con Antonio Nicoletti - mirano a minimizzare l’impatto ambientale, a sostenere le comunità locali e a promuovere la conservazione della biodiversità e l’inclusività. Una direzione giusta, che speriamo venga replicata in tantissime altre occasioni che vogliamo valorizzare con sinergie e strumenti di incoming nell’interesse pieno dei territori, delle comunità che li vivono”.
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