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Il Prosecco Doc brinda ad un export 2025 con il segno più, in crescita del +2,3% a livello mondiale

I dati definitivi del Consorzio: 667 milioni di bottiglie (+1,1%), l’82% sui mercati, in testa Usa (+23,3%), Uk e Francia, per 3,6 miliardi di euro
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Il Prosecco Doc brinda ad un export 2025 con il segno più

Se l’export 2025 del vino italiano tutto sommato ha tenuto, con 7,7 miliardi di euro in valore (-3,7% sul 2024) e 2,1 miliardi di litri in volumi (-1,8%), evidentemente, c’è chi può brindare per aver chiuso un anno caratterizzato da una geopolitica quanto mai complessa e un calo globale dei consumi, con il segno più: è il Prosecco Doc, le bollicine “locomotiva” del vino italiano e le più bevute nel mondo, che, secondo i dati definitivi del Consorzio, che brinda a Vinitaly 2026 a Verona (Veronafiere, 12-15 aprile), segnano una crescita del +2,3% a livello mondiale, con 667 milioni di bottiglie imbottigliate (+1,1% sul 2024), l’82% delle quali destinate ai mercati internazionali, confermando, dunque, un valore di 3,6 miliardi di euro.
Il podio dei mercati vede gli Stati Uniti al primo posto con una crescita del 23,3%, seguiti dal Regno Unito stabile e da una sorprendente Francia in ascesa (+19,8%), per il primo anno al terzo posto del podio. Segnali positivi anche dalla Germania (+2,1%), mercato storico della denominazione, e da una Russia che con +0,7% inverte la rotta risalendo fino al quinto posto. Crescite a doppia cifra in mercati emergenti come Ucraina (+32,2%), Romania (+25%) e Grecia (+20,5%), a testimonianza di una strategia di diversificazione che sta dando i suoi frutti. Ma anche sulla scia dell’“eredità olimpica” che ha visto il Prosecco Doc Official Sparkling Wine dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026 grazie al più importante investimento nella storia della denominazione, dell’uso di nuovi linguaggi e dell’attenzione alla sostenibilità.
E “guardando al 2026, il dato di marzo (+6,4% su marzo 2025) certifica un deciso consolidamento dei volumi di imbottigliamento - spiega il presidente del Consorzio Giancarlo Guidolin - il rallentamento che si era registrato nel primo bimestre dell’anno è da considerarsi un effetto tecnico dovuto allo stocking strategico attuato dal mercato statunitense nel 2025 per mitigare l’impatto dei dazi. La solidità della denominazione è ulteriormente confermata dai consumi reali, che si mantengono stabilmente in linea con la media degli ultimi anni. In un contesto geopolitico che impone prudenza, con costi di trasporto, energia e materie prime già in forte tensione, la denominazione, che ha già dimostrato la propria resilienza in più occasioni, guarda ai prossimi mesi con la consapevolezza delle incertezze, ma anche con uno sguardo positivo verso il futuro.”
E con la sostenibilità che rimane il pilastro fondamentale della Doc nei progetti del Consorzio, con particolare attenzione alle Tecniche di Evoluzione Assistita (Tea) applicate alla selezione varietale, accanto al low alcol ed al ruolo di National Coordinator di “Wine in Moderation” il progetto europeo per il consumo consapevole.

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