Indagare il confine tra produzione e rappresentazione, utilizzando il vetro nero-ambrato - lo stesso che protegge i vini rossi più pregiati - come filtro per raccontare il lavoro quotidiano in vigna e in cantina: è questo il tema di “Maya”, la nuova mostra della griffe veneta Zenato a Vinitaly, inaugurata dal Ministro della Cultura Alessandro Giuli. “Maya” è il capitolo n. 7 di Zenato Academy, dedicata alla sperimentazione fotografica contemporanea.
Proprio con il Ministro Giuli (insieme al presidente di Veronafiere Federico Bricolo e al sindaco di Verona Damiano Tommasi) Nadia Zenato ha raccontato come il vino rappresenti un vero e proprio ecosistema culturale per l’Italia: attraverso il percorso dell’installazione, è emerso il legame indissolubile tra la terra e l’arte, ed è stato evidenziato come il vino, al pari di un’opera, sia il risultato di un processo culturale di saperi e un’identità fondamentale per il Paese. Con questa iniziativa, Zenato racconta la propria vocazione di avamposto critico, capace di trasformare il racconto del territorio in una narrazione collettiva e profonda.
Zenato Academy è il laboratorio permanente di studio e sperimentazione in ambito fotografico nato per promuovere la cultura e la valorizzazione del territorio attraverso lo sguardo delle arti visive. Questo impegno riflette un investimento costante dell’azienda nella ricerca artistica e nel dialogo con giovani talenti e prestigiose istituzioni internazionali, con l'obiettivo di esplorare il mondo del vino oltre i confini della produzione, trasformandolo in un asset culturale capace di interpretare e arricchire l'identità territoriale.
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