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LO SCENARIO

A gennaio 2026 l’export di vino italiano va “in rosso”: -18,7% in valore a 470 milioni di euro

I dati Istat analizzati da WineNews: giù anche i volumi (-13,3%). Gli Stati Uniti segnano -35,2% nei valori con quantitativi che frenano a -19,3%
DATI ISTAT, EXPORT, MERCATI, USA, Italia
Export di vino italiano in calo a gennaio 2026: -18,7% in valore e -13,3% in volume

Non era una sorpresa, considerando anche gli annunci arrivati nelle ultime settimane, e il “sentiment” negativo che si respira da tempo tra le aziende. Ora è arrivata la “certificazione” di un 2026 che parte in salita per il vino italiano. Secondo i dati Istat analizzati da WineNews, riferiti a gennaio 2026, l’export di vino italiano nel mondo si attesta a 470,4 milioni di euro, ovvero il -18,7% in valore rispetto a gennaio 2025, una discesa quantificabile in 108 milioni di euro persi. Scendono anche i volumi a 133 milioni di ettolitri (-13,3% su gennaio 2025) con oltre 20 milioni di ettolitri in meno rispetto ad un anno fa. Dati “pesanti”, senza dubbio, ma che vanno anche analizzati con attenzione perché profondamente influenzati dalla “corsa agli acquisti” di inizio 2025, quando il mercato americano comprava vino italiano per anticipare quei dazi che poi, di lì a poco, sarebbero effettivamente arrivati per decisione del presidente Usa Donald Trump. La conferma arriva proprio dal dato degli Stati Uniti che svela come a gennaio 2026 le esportazioni si sono fermate a 105,3 milioni di euro, -35,2% (e -57 milioni di euro) su gennaio 2025. E, inevitabilmente, la flessione attacca anche i volumi che, nel più grande mercato per il vino italiano, quello degli States, toccano i 21,76 milioni di ettolitri, a -19,3% su gennaio 2025.
Non è comunque un calo che riguarda solo il mercato americano perché anche i principali partner europei hanno frenato le importazioni del vino del Belpaese. Ad iniziare da quello n. 1 del Vecchio Continente, la Germania, che nel primo mese dell’anno in corso tocca i 75,6 milioni di euro, a -15,1% sullo stesso periodo 2025. Notizie non positive arrivano anche dal Regno Unito a 41,4 milioni di euro (-18,6%) e scende anche il Canada a 31,1 milioni di euro (-8,68%). Non inverte il trend la Svizzera che ha importato, a gennaio 2026, vino italiano per 23,58 milioni di euro (-20,8%), mentre la Francia, una delle “sorprese” positive del 2025, resta stabile e, quindi, sui valori di un anno fa a 19 milioni di euro (-1,5%). I Paesi Bassi totalizzano 16,18 milioni di euro (-11%), il Belgio è ad un passo dai 15 milioni di euro (-17%), mentre, nel trend della stabilità, figura il Giappone a 11,6 milioni di euro (-1,2%), che si fa superare dalla Russia a 12,7 milioni di euro con un sorprendente +38,4%. Altro risultato incoraggiante per il vino italiano, pur partendo da valori bassi, è quello della Cina, a 5,4 milioni di euro (+8,6%).
Un inizio difficile per il vino italiano, ma che non è propriamente una sorpresa, considerando che l’inizio del 2025, fu, per certi versi, “annacquato” dai timori dei dazi in arrivo spingendo gli States agli acquisti di vino. Mercati importanti come Russia e Cina, con potenzialità evidenti considerando la vastità di territorio ed il numero di abitanti, stanno crescendo e questo regala, perlomeno, un po’ di fiducia. Nei prossimi mesi si capirà di più sull’andamento del vino italiano nei mercati esteri con la speranza che fattori esterni, dalle tensioni internazionali agli aumenti dei costi per aziende e consumatori, possano “invertire la rotta” e quindi portare novità positive.

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