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VINO & SOLIDARIETÀ

Un vino per Niscemi: il ricavato di Fata Niscim per la ricostruzione del paese colpito dalla frana

È l’iniziativa di Feudi del Pisciotto (Domini di Castellare). Il sindaco Conti: “i momenti difficili si superano unendo le forze del territorio”

Un vino il cui ricavato netto delle vendite sarà devoluto per interventi in aiuto alla popolazione di Niscemi, il comune siciliano colpito, a gennaio 2026, dalla frana che ha causato l’interruzione di arterie stradali fondamentali, distrutto numerosi edifici e costretto all’evacuazione 1.600 abitanti. Si chiama Fata Nascim, antico nome ed espressione di origine arabo-medievale legata alla tradizione toponomastica e leggendaria di Niscemi che significa “Fata del vento” o “Fata della brezza leggera”, e a produrlo e Feudi del Pisciotto, cantina e resort in Val di Noto, a soli 11 km proprio da Niscemi. Un progetto di solidarietà per sostenere la comunità del paese, un atto di vicinanza e di buon auspicio, nonché un omaggio alla gente del posto, che si concretizza in un 50% Cabernet Sauvignon e 50% Merlot.
“L’idea di dedicare un vino alla città e destinare parte dei proventi a sostegno della ricostruzione è un segnale di vicinanza che apprezziamo moltissimo. Perché i momenti difficili si superano con il sostegno di tutti, unendo le forze e guardando con fiducia al futuro - ha detto il sindaco di Niscemi, Massimiliano Valentino Conti - siamo felici che un’azienda come Feudi del Pisciotto, che in questi anni ha contribuito allo sviluppo del nostro tessuto economico richiamando turisti da tutto il mondo oltre che appassionati di vino, dimostri questa sensibilità nei confronti del territorio”.
La cantina Feudi del Pisciotto è, infatti, una delle destinazioni enoturistiche più note del territorio, con i suoi 50 ettari di vigneti per una produzione annua di 250.000 bottiglie, oltre che per il ristorante Il Palmento di Feudi e un Wine Relais, premiato con la Chiave Michelin 2025. “Un gesto di vicinanza che abbiamo voluto compiere anche come segno di gratitudine nei confronti di questo territorio dove la nostra avventura enologica e di ospitalità con il resort è cominciata molti anni fa”, ha affermato Paolo Panerai, fondatore Class Editori e produttore di vino in Toscana (con il gruppo Domini Castellare di Castellina, del quale fanno parte anche le cantine Castellare di Castellina in Chianti Classico e Rocca di Frassinello firmata dal grande architetto Renzo Piano in Maremma, ma anche con Gurra di Mare a Menfi, sempre in Sicilia, ndr), che negli Anni Novanta decise di rilevare e restaurare l’imponente baglio del Settecento con un antico Palmento, il più grande della Sicilia orientale, un tempo proprietà della famiglia Branciforte e poi rimasto a lungo in stato di abbandono. Ma Feudi del Pisciotto è stato proclamato, nel 2025, anche “Luogo della memoria”, perché vi è stato scritto un capitolo di storia fondamentale per la Sicilia e per l’Italia: le mura del Palmento conservano, infatti, ancora i segni di uno scontro avvenuto nella Seconda Guerra Mondiale tra i soldati tedeschi, che occupavano la Sicilia, e i paracadutisti americani che combatterono contro una colonna di 700 uomini. “Otto anni fa ricevetti una lettera dall’Associazione paracadutisti Usa con la quale mi veniva comunicato che un paracadutista aveva riconosciuto da un servizio fotografico sui nostri vini le mitragliate sul muro del Palmento - ha ricordato Panerai - era il luogo dove i soldati americani avevano combattuto contro i tedeschi. E ci mandarono, insieme alla lettera, una foto dall’alto”. Quella foto probabilmente l’aveva scattata Robert Capa, il più grande fotoreporter di guerra di tutti i tempi, che si fece paracadutare la sera del 9 luglio 1943 su un’area deserta dell’entroterra, rimanendo appeso a un albero per un’intera notte. Fu lui a documentare lo sbarco e i combattimenti degli alleati in Sicilia e oggi le sue foto sono in mostra al Museo di Troina.

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