Spinto dalla contrazione dei consumi e dalla perdita del volume d’affari legata anche ai dazi, visto che, come ricordato di recente dall’Us Wine Trade Alliance, il vino importato vale il 60-70% del business negli States, il mercato americano sta vivendo un profondo e dinamico processo di ristrutturazione interna. Che vede, spesso, realtà della distribuzione e dell’importazione più o meno grandi cedere rami di azienda, abbandonare alcuni mercati, sciogliere partnership e crearne di nuove lasciando spazio a nuovi percorsi. Come succede in queste ore, per esempio, con la Republic National Distributing Company, distributore tra i più importanti che ha già ceduto e sta cedendo business units in diversi Stati americani. Una decisione che ha portato Wilson Daniels, uno dei più storici e prestigiosi distributori Usa - che lavora con cantine italiane di primissimo piano come Arnaldo Caprai, Biondi-Santi, Benanti, Bisol1542, Gaja, Cogno, Castello di Volpaia, Dal Forno Romano ed Elena Walch, tra le altre (ma anche con grandissimi nomi di Francia come Domaine de la Romanée-Conti, Domaine Faiveley, Domaine Leflaive e Champagne Gosset, e di Spagna come Familia Torres, per fare degli esempi) - a stringere due nuove partnerhisp, una con Reyes Beverage Group come suo distributore esclusivo in 7 Stati (Arizona, Colorado, Hawaii, Lousiana, Oklahoma, Texas e Virginia, con un accordo già operativo dal 1 giugno 2026), ed una con Johnson Brothers in altri 5 Stati (Indiana, Nebraska, North Dakota e West Virginia, che sarà attivo dal 1 agosto).
“La partnerhisp tra Wilson Daniels e Rndc negli scorsi 11 anni ha dato risultati notevoli in termini di crescita e di relazioni costruite in 21 mercati - ha detto Rocco Lombardo, presidente Wilson Daniels - ed ora, se guardiamo al futuro, la nostra posizione di compagnia in fase di crescita resta la stessa. Siano felici delle prospettive di queste nuove partnership. Wilson Daniels ha il suo core business in un portfolio di fine wine prodotti da cantine guidate da famiglie da diverse generazioni. Un elemento cruciale nel nostro processo decisionale per queste nuove partnership è l’essere in linea con un impegno costante sui fine wine. Con Reyes - ha commentato, in particolare, Lombardo - è stato compiuto uno sforzo importante per mantenere il 90% del personale di Rndc dedicato ai fine wine, perché la continuità è fondamentale”.
Ma, al di là dei dettagli dell’operazione, la notizia è solo una delle tante conferme del profondo cambiamento di un mercato fondamentale per il vino, e per quello italiano in particolare, come sono e resteranno gli Stati Uniti. Un cambiamento che non riguarda solo i consumi, ma anche i canali distributivi del vino. Con uno scenario nuovo che sta prendendo forma. Per un mercato americano che, come detto nei giorni scorsi, a WineNews, da Albiera Antinori, alla guida di Marchesi Antinori e del Gruppo Vini di Federvini (e che sul mercato Usa ha un punto di vista privilegiato, come produttore anche americano, con la proprietà della cantina Stag’s Leap Wine Cellars, tra le più importanti della Napa Valley, in California, e come importatore con la Vinattieri 1385), quando tanti nodi, dalle crisi geopolitiche a quelle economiche, si saranno sciolti, avrà un’evoluzione positiva, anche se “non sarà un mercato esattamente uguale a come eravamo abituati a vederlo”.
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