Su moltissimi luoghi di lavoro, e spesso anche nelle mense aziendali, da tempo, in Italia e nel mondo, non si possono bere alcolici, neanche il classico “mezzo bicchiere di vino a pasto”, quasi sempre per condivisibili ragioni legate alla sicurezza (soprattutto dove si lavora con macchinari e strumentazioni particolari), ma non solo. Ma almeno un brindisi in party aziendali, alla fine di un meeting o di un evento, è ancora considerato abbastanza normale, lecito e consentito. Ma ora, in una fase storica in cui un parte di mondo, di scienza e di politica spinge, di fatto, per azzerare i consumi (non gli abusi) di qualsiasi bevanda alcolica, in maniera più o meno esplicita, c’è chi vorrebbe che si evitasse anche questo. E così l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) torna all’attacco, e se di recente ha invitato i governi ad alzare le tasse sugli alcolici (e sulle bevande zuccherate), ora ha prodotto un vero e proprio manuale per “Incontri professionali più sani e inclusivi, senza alcol”.
“Questa guida dell’Ufficio regionale dell’Oms per l’Europa offre indicazioni pratiche per organizzare riunioni, conferenze, ricevimenti, eventi di networking e iniziative sul luogo di lavoro senza alcol. L’alcol è uno dei principali fattori di rischio per le malattie e i danni sociali. Oltre ai rischi per la salute e ai problemi di sicurezza, la sua presenza negli ambienti professionali può generare disagio ed esclusione. Pensata per luoghi di lavoro e istituzioni impegnati nella promozione del benessere, la guida illustra i vantaggi degli eventi senza alcol, propone suggerimenti per una pianificazione inclusiva e una comunicazione rispettosa e comprende una checklist pronta all’uso, ricette per bevande, esempi di attività e materiali di comunicazione. Gli eventi senza alcol non rappresentano una limitazione, ma un modo per dimostrare leadership nella promozione della salute e migliorare il benessere della forza lavoro. Questa guida contribuisce a trasformare tale visione in realtà”, spiega l’Oms.
La tesi di fondo è che, in un ambiente di lavoro (e in una vita) completamente alcol free, le persone abbiano, tra le altre cose, “miglior qualità del sonno, pensiero più lucido, più energia, miglior memoria, meno ansia, minor rischio di cancro, più produttività”. E, nella guida, oltre ad attività di “team building” e gestione dei “meeting alcol - free” (dal “Bingo umano” agli “speed dating” per piccolo gruppi, da tornei di calcio-balilla a giochi a quiz, come, peraltro, ormai avviene in tante grandi aziende), si suggeriscono anche infusi a base di acqua, frutta e spezie varie.
Ma si asserisce, inoltre, che questo vada incontro al “problema” della “marginalizzazione” di chi è astemio. “Lo stigma nei confronti di chi non beve è ancora molto diffuso, anche negli ambienti professionali. Ho trascorso molti anni in contesti nei quali rifiutare un drink significa distinguersi dagli altri. Queste esperienze mi hanno ricordato quanto facilmente chi non beve possa sentirsi trattato come “diverso” in spazi che dovrebbero essere aperti a tutti. I luoghi di lavoro dovrebbero essere ambienti inclusivi. Scegliere di non bere non dovrebbe mai significare scegliere di non sentirsi parte del gruppo”, scrive nel rapporto la dottoressa Carina Ferreira-Borges, Consigliera regionale per l’alcol e le droghe illecite (Regional Adviser for Alcohol and Illicit Drugs) dell’Ufficio Regionale dell’Oms per l’Europa.
“In quanto istituzione globale di sanità pubblica, l’Oms ha sia la responsabilità sia l’autorevolezza necessarie per dare l’esempio. In linea con la Carta di Ottawa per la promozione della salute, i luoghi di lavoro dovrebbero essere messi nelle condizioni di creare ambienti favorevoli e rafforzare l’azione della comunità, promuovendo norme inclusive e capaci di favorire la salute. Gli eventi di lavoro senza alcol rappresentano un modo concreto per farlo. Questa guida - si legge, tra le altre cose - nell’introduzione firmata da GundoWeiler, Director for Prevention and Health Promotion, dell’Ufficio Regionale dell’Oms per l’Europa - offre un supporto pratico a chi pianifica e organizza incontri professionali, tra cui riunioni, conferenze, ricevimenti ed eventi aziendali, e desidera realizzarli senza alcol. È destinata agli organizzatori di eventi, al personale amministrativo, agli addetti alle risorse umane e a tutti coloro che sono responsabili della progettazione di incontri professionali. La guida propone idee e indicazioni pratiche, spiegando al tempo stesso perché gli eventi senza alcol possano contribuire a creare ambienti professionali più sani, sicuri e inclusivi. L’alcol è una sostanza tossica, psicoattiva e in grado di provocare dipendenza, che contribuisce a un’ampia gamma di danni sanitari e sociali, tra cui infortuni, violenza e numerose malattie non trasmissibili, come il cancro.
Quando l’alcol diventa una componente abituale degli ambienti professionali - durante conferenze, riunioni o eventi di networking - può influenzare le aspettative e le interazioni in modi che non sempre favoriscono l’inclusione, la sicurezza o il benessere. Rendere gli eventi professionali senza alcol come scelta predefinita aiuta a modificare l’aspettativa sociale secondo cui l’alcol debba necessariamente far parte degli eventi o sia indispensabile per instaurare relazioni sociali. Questa guida offre un percorso pratico verso tale cambiamento. Ogni evento organizzato senza alcol rappresenta un contributo concreto alla diffusione di norme più salutari e alla creazione di un ambiente di lavoro più sicuro e inclusivo. Insieme possiamo dare l’esempio e dimostrare che le relazioni e la professionalità non richiedono l’alcol; al contrario, prosperano anche senza di esso”. Parola di Oms.
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