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“A “Le déjeuner sur l’herbe” di Manet avrei portato Beaujolais. La Giocanda? Dipinta sull’Adda, avrà bevuto vino bergamasco non un Chianti ...”: il celebre critico Philippe Daverio “entra” con WineNews nei quadri più famosi con in mano una bottiglia

Italia
Il critico Philippe Daverio

Molti, tra gli artisti più famosi, sono stati ispirati da un buon vino. Tanto che la storia dell’arte è piena di dipinti dove il nettare di Bacco ricopre un ruolo fondamentale. Ma è possibile immaginare il vino giusto per ogni scena raffigurata nei quadri più celebri? Argomento onirico quanto intrigante, su cui ha provato a fantasticare, ai microfoni di Winenews, il critico Philippe Daverio. Entrando nei dipinti lui stesso con in mano una bottiglia o immaginando quella stappata dal pittore accanto alla tavolozza.
“Sdraiato sul prato a “Le déjeuner sur l’herbe” di Manet, avrei sicuramente portato un Beaujolais. Dopotutto era inizio estate, in Francia, un vino adatto al momento, non avrei mica potuto cambiare le loro abitudini, ci sarebbero rimasti male”. Ma Daverio non si ferma certo al quadro di Manet: “guardando la stessa “Notte Stellata” dipinta da Van Gogh mi sarei bevuto volentieri uno Chateauneuf-du-Pape. Gauguin, invece, mentre dipingeva le sue donne tahitiane, avrà bevuto Pastis. Che non era, però, l’alcolico che conosciamo noi. Prima che lo abbassassero a 51 gradi aveva un alto contenuto di alcol etilico, che mandava fuori di testa. Anche Modigliani faceva i colli lunghi ...”.
Ma il celebre critico si sofferma anche sui “pilastri” italiani: “la modella usata per “La Gioconda” di Leonardo da Vinci - immagina Daverio - sicuramente non avrà bevuto Chianti, perché il quadro è stato dipinto sull’Adda e lì il Chianti non c’era ancora arrivato. Avrà bevuto un vino bergamasco o i primi vini rossi che arrivavano allora”.
E poi un grande classico, quando si parla di vino e arte: “nella coppa di “Bacco” di Caravaggio c’è un vino che conosco benissimo, uno dei vini dolci passiti che si fanno ancora adesso nella bassa bergamasca, di cui sono riuscito ad individuare quasi quello che potrebbe essere. Ma - conclude Daverio - potrebbe essere anche un Amarone della Valpolicella”.

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