Nasce nel 1971 - con le prime bottiglie di Brunello prodotte a partire dal 1978 - la cantina condotta attualmente da Giacomo Neri con i figli Giovanni, Gianlorenzo e Marianna. Una realtà produttiva che conta su 79 ettari a vigneto - divisi a metà, tra il nucleo più antico che guarda Torrenieri, sul versante nord-est della “cartina” enoica di Montalcino, e quello piantato nella parte opposta, sotto Sant’Angelo in Colle - e su una produzione complessiva media di 300.000 bottiglie all’anno. Un’azienda a trazione familiare che ha saputo, come è noto, imporsi tra i marchi più significativi della denominazione - grazie ad una cifra stilistica moderna e inizialmente, per alcuni aspetti, rivoluzionaria rispetto alla tradizione produttiva di Montalcino – affermandosi, nientemeno, come una delle aziende più prestigiose (e più premiate) dello scenario vitivinicolo nazionale ed acquistando, come è altrettanto noto, una celebrità internazionale decisamente invidiabile. Il Brunello di Montalcino Cerretalto 2019 fermenta in tini di legno, affinandosi successivamente in botte per 36 mesi. Possiede un bagaglio aromatico formato da aromi che rimandano alle spezie e ai balsami, da cui emergono lampi fruttati e profumi di sottobosco e macchia mediterranea. In bocca il sorso è pieno, polposo e tendenzialmente sapido, dai tannini dolci e articolati e dal finale lungo e persistente, dove tornano nuovamente accenti speziati.
(are)
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